Articoli filtrati per data: Ottobre 2023

Cos’è la pensione integrativa?

La pensione integrativa rappresenta uno strumento fondamentale per garantire il proprio benessere finanziario durante il periodo della pensione. È un’alternativa validissima sempre più diffusa nel nostro Paese, che offre una soluzione per garantire un reddito supplementare durante gli anni della pensione.

Ma cosa si intende esattamente per pensione integrativa?

Questa è essenzialmente una forma di previdenza complementare, un investimento a lungo termine in un fondo complementare, che si aggiunge alla pensione di base erogata dall’INPS e dagli altri enti previdenziali.

Il funzionamento è piuttosto semplice: nell’arco della carriera lavorativa, sono versati dei contributi addizionali a un fondo di previdenza complementare che investe queste somme. Al momento del pensionamento, e in certe condizioni anche durante la vita lavorativa, è possibile disinvestire tutto o parte del montante accumulato in forma di capitale o di rendita.

Scegliere di contribuire a un fondo di pensione complementare può comportare dei vantaggi:

  • permette di aumentare l’importo totale della pensione con somme integrative;
  • i contributi versati ai fondi di previdenza complementare sono fiscalmente deducibili entro un preciso limite massimo annuo.

La scelta del fondo previdenza complementare, l’ammontare dei contributi e l’orizzonte temporale dell’investimento sono tutti fattori che possono influenzare l’importo della pensione integrativa.

Fondi pensionistici complementari: come scegliere la previdenza complementare

Aderire o meno a un sistema di previdenza complementare è una decisione importante, ha a che fare con scelte private, che possono influenzare significativamente la qualità della vita durante il periodo della pensione. Ma come si può fare una scelta informata e consapevole? La scelta di aderire a un fondo di previdenza complementare dipende da vari fattori, tra cui l’età, la situazione finanziaria, gli obiettivi di vita e le aspettative per il futuro. Una volta fatta questa valutazione, ecco gli altri aspetti da considerare.

  • Il tipo di fondo previdenza complementare. Esistono vari tipi di fondi pensionistici complementari, tra cui i fondi pensione aperti, i fondi pensione chiusi e i PIP (Piani Individuali di Risparmio). Ognuno di questi fondi ha caratteristiche e regole diverse, bisogna capire bene quale tipo di fondo si adatta meglio alle proprie esigenze.
  • L’ammontare dei contributi da versare. Questo può dipendere da vari fattori, tra cui l’età, il reddito e l’orizzonte temporale dell’investimento.
  • La fiscalità. I contributi versati a un fondo di previdenza complementare sono deducibili dal reddito imponibile, il che può comportare un significativo risparmio fiscale.

Per tutte queste ragioni, la scelta di aderire a un sistema di previdenza complementare richiede una valutazione attenta.

Per informazioni o per appuntamenti, potete contattarci tramite:

 

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 345 625 9877

 

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Una persona percettore di NASpI conserva il diritto alla prestazione previdenziale, in misura intera o ridotta, in presenza di alcune tipologie di rapporto di lavoro.

Borse di studio, stage e tirocini professionali

La titolarità di borse lavoro, stage e tirocini professionali, premi o sussidi per fini di studio o addestramento professionale comporta la percezione di redditi che, sotto il profilo fiscale, sono assimilati a quelli da lavoro dipendente. Tuttavia, non trattandosi di svolgimento di un’attività lavorativa prestata dal soggetto con correlativa remunerazione, è prevista l’integrale cumulabilità con l’indennità NASpI.
Nei casi invece di assegnisti e dottorandi di ricerca titolari di borse di studio e assegni di ricerca coperti anche dalla prestazione di disoccupazione, l’importo spettante per la NASpI viene ridotto.
I compensi derivanti dalle suddette attività non possono superare il limite annuo di euro 8.000. In tale caso il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza, informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove esso sia pari a zero.

Attività sportiva dilettantistica

I premi ed i compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’U.N.I.R.E., dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto, costituiscono redditi diversi.
È prevista la piena cumulabilità di questi redditi con l’indennità NASpI e il beneficiario della prestazione non è tenuto ad effettuare all’INPS comunicazioni relative all’attività svolta.

Prestazioni di lavoro occasionali

Le prestazioni di lavoro occasionali sono attività lavorative di tipo autonomo che danno luogo, nel corso di un anno civile e con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro.
Tali compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sullo stato di disoccupazione.
Il beneficiario della prestazione NASpI non è tenuto a comunicare all’INPS il compenso derivante dalla predetta attività.

Lavoro accessorio

In caso di prestazioni di lavoro accessorio:
– se il compenso percepito in ciascun anno civile non supera i 3.000 euro, l’indennità è interamente cumulabile;
– se i compensi percepiti per lavoro accessorio superano detto limite ma si attestano al di sotto dei 7.000 euro per anno civile, la prestazione NASpI sarà ridotta di un importo pari all’80% del compenso, rapportato al periodo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.
Il beneficiario dell’indennità NASpI è in ogni caso tenuto a comunicare all’INPS entro un mese rispettivamente dall’inizio dell’attività di lavoro accessorio o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di NASpI, il compenso derivante da tale attività.

Prestazione di lavoro intermittente

In caso di prestazione di lavoro intermittente senza obbligo di risposta alla chiamata, l’erogazione della NASpI da parte dell’Istituto viene sospesa per le sole giornate di effettiva prestazione lavorativa mentre può essere riconosciuta durante i periodi non interessati da prestazione lavorativa tra una chiamata e l’altra. In caso di prestazione di lavoro intermittente con erogazione dell’indennità di disponibilità, la NASpI potrà essere corrisposta soltanto se il reddito percepito dal lavoratore si attesta al di sotto degli 8.000 euro.
Il percettore di NASpI che intenda avvalersi della possibilità di effettuare il cumulo tra il reddito derivante dal rapporto di lavoro intermittente e la prestazione di disoccupazione è obbligato a comunicare all’Istituto, entro il termine di un mese dalla ripresa dell’attività lavorativa, il reddito annuo che prevede di trarre dalla stessa.

Rivolgiti al Patronato ACLI

Gli operatori del Patronato ACLI sono a tua disposizione in tutte le fasi di presentazione della domanda NASpI

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INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO, COS’E’ E COME SI OTTIENE

UN AIUTO CONCRETO A CHI DEVE ASSICURARE ASSISTENZA CONTINUA AD UNA PERSONA AFFETTA DA INVALIDITA’ TOTALE

 Nel caso di una totale e permanente incapacità di svolgere una attività lavorativa, di perdita di autonomia, di incapacità di provvedere a se stessi, si rende necessaria una presenza continua che garantisca sicurezza e dignità alla persona.

Il contesto famigliare è il luogo più adatto per dare agli invalidi totali l’attenzione di cui necessitano: per questo viene erogata una indennità mensile di € 527.16, esente da tasse e imposte e che non concorre a formare reddito.

È necessario comunque attivare una procedura per ottenere questo beneficio che risulta utile per le famiglie ma anche per lo stato che in questo modo non si fa carico direttamente del soggetto invalido, il cui ricovero nelle strutture specializzate è previsto solo in casi particolarmente difficili e in mancanza di alternative di assistenza a domicilio.

Argomenti

00:12 quali sono i requisiti

00:41 la finalità sociale

01:22 definizione di assistenza continua

01:58 esempi

03:15 i requisiti descritti dall’INPS

04:25 casi di esclusione, casi di compatibilità con altre misure

05:03 assegno e accertamenti

05:32 info e contatti Patronato 

 

 

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“Quale lavoro dopo la pandemia da Covid 19? Le figure professionali richieste dal sistema produttivo vicentino” è il tema dell’incontro che avrà luogo mercoledì 25 ottobre alle 20.45 nella Sala C del Centro Giovanile - Via Ognissanti 2/B a Bassano del Grappa, con relatore Massimo Giuseppe Zilio, consigliere provinciale delle ACLI di Vicenza aps.

L’incontro si svolge nell’ambito della rassegna "I nuovi volti del Lavoro", promossa dalle ACLI di Vicenza aps e dal CIRCOLO ACLI DI BASSANO DEL GRAPPA PIETRO ROVERSI aps. Ed i relatori coinvolti interverranno alle serate affrontando argomenti di estrema attualità ed analizzando com'è mutato il mercato del lavoro a seguito della pandemia da Covid-19.

“Il Covid-19, come un tornado, ha mutato gli scenari della società – spiega il presidente delle ACLI di Vicenza aps, Carlo Cavedon – i lavoratori sono stati rimescolati come delle carte da gioco. Sono nate nuove modalità di svolgere antiche attività, è stato introdotto lo smart working, ridisegnando i luoghi di lavoro, le abitudini di vita e, naturalmente, le relazioni interpersonali con i colleghi. La digitalizzazione si è imposta nel giro di poco tempo, per l’esigenza di far fronte ad una situazione oggettiva in cui l’isolamento appariva come l’unica carta da giocare. Oggi dobbiamo fare i conti, nel bene e nel male, con questo nuovo scenario del mercato del lavoro, che offre opportunità non trascurabili, ma richiede anche una certa attenzione e consapevolezza nell’agire quotidiano”.

“Quale lavoro dopo la pandemia da Covid 19? Le figure professionali richieste dal sistema produttivo vicentino” è il tema dell’incontro che avrà luogo mercoledì 25 ottobre alle 20.45 nella Sala C del Centro Giovanile - Via Ognissanti 2/B a Bassano del Grappa, con relatore Massimo Giuseppe Zilio, consigliere provinciale delle ACLI di Vicenza aps.

L’incontro si svolge nell’ambito della rassegna "I nuovi volti del Lavoro", promossa dalle ACLI di Vicenza aps e dal CIRCOLO ACLI DI BASSANO DEL GRAPPA PIETRO ROVERSI aps. Ed i relatori coinvolti interverranno alle serate affrontando argomenti di estrema attualità ed analizzando com'è mutato il mercato del lavoro a seguito della pandemia da Covid-19.

“Il Covid-19, come un tornado, ha mutato gli scenari della società – spiega il presidente delle ACLI di Vicenza aps, Carlo Cavedon – i lavoratori sono stati rimescolati come delle carte da gioco. Sono nate nuove modalità di svolgere antiche attività, è stato introdotto lo smart working, ridisegnando i luoghi di lavoro, le abitudini di vita e, naturalmente, le relazioni interpersonali con i colleghi. La digitalizzazione si è imposta nel giro di poco tempo, per l’esigenza di far fronte ad una situazione oggettiva in cui l’isolamento appariva come l’unica carta da giocare. Oggi dobbiamo fare i conti, nel bene e nel male, con questo nuovo scenario del mercato del lavoro, che offre opportunità non trascurabili, ma richiede anche una certa attenzione e consapevolezza nell’agire quotidiano”.

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ENTRO FINE ANNO IN ARRIVO IMPORTANTI PROVVEDIMENTI CHE RIGUARDANO I GIOVANI E LE PENSIONI, SALVAGUARDANDO LA TENUTA DEI CONTI PUBBLICI PER PERMETTERE I RINNOVI CONTRATTUALI (SOPRATTUTTO NELLA SANITA’) E FAR FRONTE ALLE SPESE DI ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI

  

Il decreto proroghe del settembre scorso ha messo in cantiere una serie di azioni a sostegno, tra l’altro, dell’acquisto della prima casa per i giovani (sotto i 36 anni) sia single con figli che in coppia, prorogando l’accesso alla garanzia statale che copre l’80% del valore dell’immobile.

Per le pensioni è previsto un anticipo sull’aumento dovuto all’inflazione (aumento dei prezzi) di quest’anno (7,3%) e che di norma viene riconosciuto nel 2024: si tratta dello 0,8%, che darà un po’ di respiro ai redditi più bassi.

 La tenuta degli equilibri del bilancio statale - particolarmente difficile in questo contesto economico e politico internazionale – garantirà i rinnovi contrattuali della Pubblica Amministrazione e gli impegni per far fronte all’aumento dell’immigrazione.

 

Argomenti:

00:00 Introduzione

00:09 decreto proroghe

00:40 caratteristiche e beneficiari

01:05 carta "Dedicata a te" e "Carrello Tricolore"

02:20 previsioni adeguamento pensioni

02:42 pensioni oltre 5 volte il minimo

03:11 info e contatti

 

 

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L’Assegno sociale è una prestazione economica di natura assistenziale erogata dall’INPS solo a domanda e decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della richiesta.

L’Assegno sociale è una prestazione assistenziale che non dipende dal versamento dei contributi ed è erogata in favore di soggetti che si trovano in condizioni economiche disagiate al raggiungimento dei 67 anni di età anagrafica.

È una misura dedicata ai cittadini italiani, comunitari o extracomunitari residenti in Italia che hanno un reddito al di sotto delle soglie stabilite annualmente dalla legge.

I limiti di reddito

Questi i limiti reddituali da non superare per il 2023: 6.542,51€ annui per una persona sola o 13.085,02€ annui per una persona coniugata.
Il superamento del limite di reddito previsto comporta la sospensione dell’assegno. L’importo dell’assegno sociale per il 2023 è di euro 503,27 per tredici mensilità.

I requisiti

I Requisiti per ottenere l’Assegno Sociale sono:

  • compimento del 67° anno di età;
  • cittadinanza italiana o di uno degli Stati dell’Unione Europea e per gli extracomunitari il possesso di permesso di soggiorno CE-SLP;
  • residenza sul territorio nazionale;
  • residenza in Italia di almeno dieci anni continuativi;
  • reddito non superiore all’importo annuo dell’assegno se il richiedente non è coniugato;
  • reddito cumulato con quello del coniuge non superiore a due volte l’importo annuo dell’assegno se il richiedente è coniugato.

Il pagamento dell’Assegno Sociale inizia dal primo giorno del mese successivo la presentazione della domanda.

La domanda di Assegno Sociale

Gli operatori del Patronato Acli sono a disposizione per fare la domanda di Assegno Sociale in via telematica all’INPS. Ti aspettiamo! Appuntamenti allo 0444/870700 - 0444/955002

 

Fonte: www.patronato.acli.it

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Giovedì, 05 Ottobre 2023 12:50

Gita a Bresca il 22 ottobre

Le ACLI di Vicenza aps e l'ASSOCIAZIONE PROVINCIALE FAP ACLI DELLA PROVINCIA DI VICENZA organizzano per domenica 22 ottobre 2023 una gita a Brescia.

La partenza è prevista alle 7 da Bassano del Grappa (parcheggio nord dell’Ospedale San Bassiano) e lungo il percorso ci saranno altri punti di raccolta dei partecipanti a Villaverla (Piazza del Popolo - fermata dei pullman) ed a Vicenza (sede ACLI DI VICENZA aps - Via E. Fermi n. 197).

La giornata prevede la visita al Parco archeologico ed al centro storico cittadino, in particolare: Duomo Vecchio, Palazzo Broletto, Palazzo della Loggia e Chiesa di San Giovanni Evangelista.

Le adesioni sono previste entro il 19 ottobre 2023. Nella quota di partecipazione è compreso il pranzo. Altri dettagli sono contenuti nelle locandine scaricabili qui sotto…

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Cos’è il bonus prima casa under 36?

Il bonus prima casa under 36 racchiude una serie di misure fiscali (e non solo fiscali) valide dal 26 maggio 2021 al 31 dicembre 2023 per favorire l’autonomia abitativa dei giovani di età non superiore a 36 anni di età che abbiano un ISEE massimo di 40.000 euro. Queste misure vengono applicate all’acquisto dell’immobile “prima casa” ma si estendono anche alle relative pertinenze (box e/o cantine). Comportano in pratica l’esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale e una maggiore facilità nella possibilità di accedere al Fondo di Garanzia per la prima casa.

Bonus prima casa under 36: quali sono le agevolazioni?

Le agevolazioni economiche destinate ai giovani sull’acquisto della prima casa agiscono sostanzialmente sue due fronti:

  • l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa;
  • i benefici fiscali sulla tassazione applicata all’acquisto.

 

L'ACCESSO AL CREDITO

Su questo primo fronte le agevolazioni introdotte dal Decreto Sostegni-bis riguardano il cosiddetto Fondo di Garanzia per la prima casa, che in realtà esiste già dal 2013. Il decreto però, rispetto alle norme esistenti, rende più facile l’accesso al fondo in presenza di requisiti meno stringenti (di cui parliamo sotto). La garanzia, in pratica, è quella con cui lo Stato si espone nella misura dell'80% sull’acquisto della prima casa.

LE AGEVOLAZIONI FISCALI

Il secondo fronte è quello delle agevolazioni sulle imposte legate agli atti di acquisto della prima casa, ovvero:

  • l’esenzione dall’imposta di registro e dalle imposte ipotecaria e castale;
  • la riduzione del 50% sugli onorari notarili;
  • il credito d'imposta (sugli atti soggetti ad IVA) pari all'IVA corrisposta, credito che poi potrà essere portato in diminuzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e sulle denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito, ovvero potrà essere utilizzato in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data dell’acquisto.

Bonus prima casa under 36: quali sono i requisiti?

Il Decreto Sostegni-bis prevede che per poter usufruire dei bonus-giovani sull’acquisto della prima casa, l’acquirente debba avere i seguenti requisiti:
  • un’età inferiore ai 36 anni: cioè non deve ancora averli compiuti 36 nell’anno in cui richiede l’agevolazione;
  • un ISEE in corso di validità non superiore a 40.000 euro.

Ricordiamo che tali requisiti vanno ad aggiungersi a quelli già stabiliti dalle disposizioni che discipliano le classiche agevolazioni “prima casa” (vedi al paragrafo successivo).

Acquisto prima casa: i requisiti per le agevolazioni

Per accedere al bonus prima casa under 36, oltre ai requisiti stabiliti dal Decreto Sostegni-bis, occorre tener conto anche degli altri requisiti basilari ai fini delle classiche agevolazioni “prima casa”.

In linea generale, le agevolazioni previste per l’acquisto della cosiddetta “prima casa” vengono riconosciute solo in presenza di alcune specifiche condizioni. Anzitutto l’abitazione acquistata deve rientrare nelle seguenti categorie catastali:

  • A/2 (abitazioni di tipo civile);
  • A/3 (abitazioni di tipo economico);
  • A/4 (abitazioni di tipo popolare);
  • A/5 (abitazione di tipo ultra popolare);
  • A/6 (abitazione di tipo rurale);
  • A/7 (abitazioni in villini);
  • A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).

Inoltre le agevolazioni spettano anche per l’acquisto delle pertinenze classificate nelle seguenti categorie catastali (ma limitatamente a una sola pertinenza per ciascuna categoria):

  • C/2 (magazzini e locali di deposito);
  • C/6 (per esempio, rimesse e autorimesse);
  • C/7 (tettoie chiuse o aperte).

Altra fondamentale condizione è il luogo in cui si trova l’immobile. Per usufruire infatti dei benefici, l’abitazione deve trovarsi nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha la propria residenza. Se invece l’acquirente risiede in un altro Comune, entro 18 mesi dall’acquisto della nuova casa è tenuto a trasferire la residenza nel Comune dov’è situato l’immobile; il cambio di residenza si considera quindi avvenuto nel momento in cui l’interessato presenta la dichiarazione di trasferimento.

Inoltre per poter richiedere le agevolazioni prima casa occorre dichiarare di:

  • non essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e
    abitazione, su altra casa nel territorio del comune dove si trova l’immobile oggetto dell’acquisto agevolato;
  • non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altro immobile acquistato, anche dal coniuge, usufruendo delle medesime agevolazioni “prima casa”.

Però dal 1° gennaio 2016, i benefici fiscali sono stati estesi anche al contribuente già proprietario di un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa, a condizione però che lo venda entro un anno dal nuovo acquisto.

Bonus prima casa under 36: quando scade?

Il bonus prima casa under 36 è valido per gli atti stipulati nel periodo compreso tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2023.

Come richiedere il bonus prima casa under 36?

La richiesta finale per accedere al bonus prima casa per i giovani under 36 va presentata entro il 31 dicembre 2023 alla banca o istituto finanziario presso cui si vuole accendere il mutuo. Come abbiamo detto, oltre a non aver compiuto 36 anni nel momento in cui viene fatta richiesta, è necessario in ogni caso presentare un ISEE valido non superiore a 40.000 euro.
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Lunedì, 02 Ottobre 2023 16:15

Bonus luce e Gas rinnovati fino a fine anno

Chi sta beneficiando del bonus luce e gas può tirare un sospiro di sollievo: il beneficio, che doveva durare fino al 30 settembre 2023, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2023. La soglia Isee per accedere al bonus per combattere il caro bollette rimarrà fino a 15.000 euro per la generalità dei cittadini e sarà aumentata a 30mila euro per chi ha almeno 4 figli a carico.

Come richiedere l'appuntamento per l'isee 2023?

Guarda come prenotare un appuntamento e verifica il nostro elenco documenti!

 

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Molte persone ci chiedono se i requisiti per la pensione di vecchiaia hanno avuto delle variazioni: per la pensione di vecchiaia sono vigenti i requisiti fissati dalla riforma “Fornero”.

I requisiti per la pensione di vecchiaia 2023

  • Requisito anagrafico: aver compiuto 67 anni di età, sia per gli uomini che per le donne (è opportuno presentare la domanda di pensione a partire dal terzo mese antecedente il compimento dell’età).
  • Requisito contributivo: almeno 20 anni di contributi (1.040 settimane).

Per quanto riguarda il requisito contributivo, è possibile chiedere la pensione di vecchiaia, sempre a 67 anni, con almeno 15 anni di contribuzione (780 settimane) se ci si trova in una delle seguenti condizioni:

  • poter far valere 15 anni di contributi prima del 31 dicembre 1992;
  • essere stati autorizzati ai versamenti volontari prima del 31 dicembre 1992.

 

Quale tipo di contribuzione è valida?

Per la pensione di vecchiaia è valida qualsiasi tipologia di contribuzione:
• obbligatoria in costanza del rapporto di lavoro o per l’esercizio di attività di lavoro autonomo;
• figurativa (malattia, infortunio, maternità durante o fuori dal rapporto di lavoro, servizio di leva militare, servizio civile, disoccupazione);
• da riscatto (laurea ed altre tipologie) o ricongiunzione;
• periodi di lavoro all’estero negli Stati convenzionati con l’Italia.

 

Fonte: www.patronato.acli.it

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