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Articoli filtrati per data: Aprile 2025

La pensione supplementare è un beneficio economico richiesto dal pensionato per utilizzare contributi versati in una gestione diversa da quella della sua pensione principale, quando questi contributi non bastano per ottenere una pensione autonoma

Esempi concreti

Giovanni ha lavorato per 30 anni in una ditta privata, versando i suoi contributi all’INPS nella Gestione Lavoratori Dipendenti. Al raggiungimento dei 67 anni di età conseguirà la sua pensione di vecchiaia. Tuttavia, Giovanni ha anche lavorato come libero professionista durante questi 30 anni e ha versato contributi nella Gestione separata. Per pochi mesi non continuativi e sovrapposti, avrà diritto a una pensione supplementare che si aggiunge alla principale.

Paolo è un dipendente statale, andato in pensione a 63 anni con 42 anni e 10 mesi di servizio. Ha versato contributi come giornaliero agricolo e apprendista all’inizio della sua carriera lavorativa; anche Paolo avrà diritto alla pensione supplementare per quei contributi. Tuttavia, dovrà aspettare i 67 anni per richiederla, come previsto dalla normativa.

Requisiti

La pensione supplementare è una prestazione erogata dall’INPS su domanda ed è richiesta in presenza di determinati requisiti:

  • possedere l’età anagrafica prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia (67 anni nel 2023);
  • essere già titolare di una pensione “principale” e avere interrotto il rapporto lavorativo;
  • avere almeno un contributo settimanale all’interno della gestione in cui viene richiesta la pensione supplementare.

La domanda per la pensione supplementare

Gli operatori del Patronato ACLI sono disponibili per valutare la tua situazione e presentare la domanda di pensione supplementare in via telematica all’INPS. Rivolgiti presso i nostri sportelli, cerca la sede a te più vicina.

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Lunedì, 25 Novembre 2024 07:20

Le ricette bianche solo in formato elettronico

ENTRO FINE ANNO, LE REGIONI DOVRANNO ATTIVARSI IN MERITO

LE RICETTE BIANCHE SOLO IN FORMATO ELETTRONICO, ON LINE

Resta comunque la possibilità di stamparle in caso di problemi di rete o di difficoltà del paziente

L’iniziativa tende a semplificare la burocrazia nel sistema sanitario, facendo un ulteriore passo in avanti nella digitalizzazione del libretto sanitario personale (fascicolo sanitario elettronico) che dovrà contenere non solo le ricette rosse (Fascia A con spesa a carico dello Stato) ma anche quelle bianche (Fascia C), per le patologie non gravi, totalmente a carico del paziente.

Alle persone che trovassero difficoltà sarà comune garantito l’accesso ai farmaci, anche con l’eventuale stampa della ricetta. Per le persone fragile è prevista anche la delega per l’accesso e la gestione del Fascicolo Sanitario Elettronico.

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Sono andato in pensione di vecchiaia all’inizio di quest’anno e mi è stata fatta una proposta l’assunzione come lavoratore dipendente molto interessante. Ma se dovessi accettare cosa succederebbe con la pensione che percepisco?

Coloro che sono andati in pensione di vecchiaia con le regole del sistema misto/retributivo ovvero con quelle del sistema contributivo possono tornare a lavorare come dipendente senza alcuna conseguenza per quanto riguarda la pensione in pagamento.

Dal 2001 la pensione di vecchiaia è cumulabile con i redditi da lavoro, sia da dipendente che da autonomo o di collaborazione.

L’unico aspetto negativo è quello fiscale: il reddito da lavoro, dipendente o autonomo, si sommerà a quello della pensione di vecchiaia e provocherà un cambio di aliquota IRPEF rispetto a quelle applicate su ciascuna tipologia di reddito, comportando un conguaglio fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

È chiaro che un nuovo lavoro implica anche il versamento all’INPS di ulteriori contributi: questi nuovi contributi non vengono considerati automaticamente nella pensione di vecchiaia che si sta percependo e bisogna ricordarsi di chiederli con una domanda di supplemento della pensione.

Per questa domanda, gli Operatori del Patronato Acli sono a completa disposizione per una consulenza su misura inerente la tua situazione: sappiamo bene che ogni carriera lavorativa è differente e le esigenze della vita sono diverse.

Trova la sede più vicina nella tua provincia e prenota il tuo appuntamento, ti aspettiamo!

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Lunedì, 11 Novembre 2024 08:25

Consigli utili per la stagione fredda

DOLORI MUSCOLARI DIFFUSI E SENZAZIONE GENERALE DI MALESSERE: FACCIAMO OGNI GIORNO STRETCHING

Con l’abbassarsi delle temperature il corpo reagisce facendo affluire più sangue al torace per tutelare gli organi vitali; questo provoca debolezza e contrattura nei muscoli, con riflessi anche sui nervi.

Lo stretching (movimenti coordinati di tensione e distensione della muscolatura) praticato quotidianamente permette di recuperare e mantenere la giusta tonicità.

Dinamici o statici gli esercizi di stretching ci difendono dai disagi dell’inverno, assieme ad una corretta e sana alimentazione e ad un abbigliamento adeguato.

 

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Giuseppe Brighenti, 66 anni, di Cittadella (Pd), è il nuovo presidente delle ACLI di Vicenza aps, l’Associazione di riferimento del laicato cattolico e dei lavoratori vicentini. Con una militanza di lungo corso nelle Acli, Brighenti vanta una straordinaria esperienza tecnico-amministrativa, che ha saputo negli anni coniugare con la sua spiccata sensibilità e capacità di rapportarsi con le persone nella comunità e nell’espletamento dei diversi incarichi associativi assunti in oltre 40 anni al servizio delle Associazioni cristiane lavoratori italiani.

Con la voce rotta dall’emozione, Giuseppe Brighenti, eletto dai consiglieri provinciali insediati a seguito del Congresso associativo dello scorso 19 ottobre, non ha esitato a ricordare che “gli ideali ed i valori delle Acli di ottant’anni fa, quando l’Associazione è nata, non sono poi così diversi da quelli di oggi. Siamo riusciti a rimanere sempre coerenti con la nostra mission: porre al centro dell’azione associativa la persona, con i suoi diritti e l’esigenza di essere tutelata a tutto tondo. E questo lavoro proseguirà, nel segno di una continuità imprescindibile e scritta nella nostra storia”.

Nel suo primo intervento da presidente provinciale, Brighenti ha presentato la sua squadra, perché ha tenuto a precisare che “le ACLI di Vicenza aps non ha avranno un presidente lasciato solo, perché non è mai stato così, ma la loro azione sarà il frutto di un’azione condivisa da un team di persone altamente qualificate”.

Ecco, quindi, la presentazione dei componenti della Presidenza provinciale delle ACLI di Vicenza aps in carica per il prossimo quadriennio: Katia Benedetti, responsabile allo Sviluppo associativo; Renzo Grison, vicepresidente vicario con delega all’Amministrazione ed alle Politiche sociosanitarie; Andrea Luzi, segretario provinciale dell’Associazione Fap Acli della provincia di Vicenza; Gianni Luigi Spagnolo, vicepresidente con delega ai rapporti con la Stampa cattolica ed alla promozione e valorizzazione del Magistero sociale della Chiesa; dott. commercialista Davide Azzolini, Organo di controllo; Barbara Testolin, responsabile Coordinamento provinciale Donne; Alessandra Visonà, delega alle Politiche familiari; Elisabetta Zanon, delega alle Politiche assistenziali; Massimo Giuseppe Zilio, delega ai rapporti con la Pastorale sociale del lavoro e con gli Organismi del laicato cattolico; Pierpaolo Vissà, presidente Unione Sportiva Vicenza aps.

Giuseppe Brighenti, attuale segretario regionale della Fap Acli, la Federazione anziani e pensionati delle Acli, che vede Vicenza quale prima Federazione dei pensionati aclisti in Italia, ha ringraziato il presidente uscente per lo straordinario lavoro svolto e per avergli consegnato un’Associazione forte e con ambiziosi obiettivi da mettere a segno in occasione del nuovo mandato di Presidenza.

L’elezione del presidente Giuseppe Brighenti è stata frutto della scelta unanime dei consiglieri provinciali eletti dal 32° Congresso delle ACLI di Vicenza aps: Jonathas Biagioni, Anna Bizzotto, Arianna Bordignon, Giuseppe Brighenti, Annalisa Carollo, Daniela Cattani, Matteo Crestani, Barbara Agnese Della Libera, Francesco Fietta, Oreste Fraccaro, Mauro Gramola, Renzo Grison, Andrea Luzi, Germano Martini, Sergio Meneguzzo, Daniela Menon, Sergio Michelazzo, Dimitri Piotto, Gilberto Pisanello, Roberto Riccioni, Eleonora Scremin, Valeria Siviero, Gianni Luigi Spagnolo, Giulia Vanin, Alessandra Visonà, Pierpaolo Vissà, Elisabetta Zanon e Massimo Giuseppe Zilio.

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Martedì, 29 Ottobre 2024 15:56

Il Bonus Natale per i lavoratori domestici

Una circolare dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il “Bonus Natale” spetta anche ai dipendenti del settore domestico, colf, badanti e baby-sitter. Il Bonus consiste in un contributo di 100 euro, corrisposto ai lavoratori dipendenti con almeno un figlio a carico.

Bonus Natale: i requisiti per averne diritto

  • Essere lavoratori dipendenti nel 2024. La tipologia di contratto – determinato o indeterminato – e l’orario di lavoro – part-time o full-time – non sono rilevanti. Il Bonus spetta comunque.
  • Avere, nel 2024, un reddito complessivo non superiore a 28.000 euro.
  • Avere sia il coniuge (non legalmente ed effettivamente separato) sai un figlio fiscalmente a carico. In caso di nuclei familiari monogenitoriali, il bonus spetta se uno uno dei genitori è deceduto; se uno dei genitori non ha riconosciuto il figlio nato fuori del matrimonio; se il figlio è stato adottato da un solo genitore oppure è stato affidato o affiliato a un solo genitore.
  • Per i lavoratori domestici, avere capienza d’imposta sufficiente per poter recuperare il bonus in fase di dichiarazione dei redditi.

I lavoratori domestici come possono richiedere il Bonus Natale?

I lavoratori dipendenti dei settori diversi da quello del lavoro domestico riceveranno il Bonus Natale di 100 euro direttamente in busta paga in occasione del Natale 2024, con la 13ª mensilità.

Il datore di lavoro dei lavoratori domestici, invece, non funge da sostituto d’imposta e, quindi, non può anticipare il Bonus nella busta paga del lavoratore o lavoratrice domestica. Ne consegue che colf, badanti e baby-sitter dovranno fare richiesta del Bonus il prossimo anno, in occasione della dichiarazione dei redditi 2025.

In sintesi, non spetta alla famiglia datrice di lavoro corrispondere il Bonus Natale al lavoratore domestico che ha assunto. Sarà il lavoratore o la lavoratrice a verificare la presenza dei requisiti per poter richiedere il Bonus quando presenterà la dichiarazione dei redditi nel corso del 2025.

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L’indennità di accompagnamento è un sostegno economico per gli invalidi civili totalmente inabili residenti in Italia, che non possono deambulare senza assistenza permanente o necessitano di assistenza continua per le attività quotidiane, indipendentemente dal reddito personale annuo e dall’età. 

L’indennità di accompagnamento per l’anno 2024 è pari a 531,76€, spetta per 12 mensilità e, al pari delle altre provvidenze assistenziali, è esente da Irpef, cioè non è tassata e non va dichiarata in denuncia dei redditi né concorre alla determinazione del requisito reddituale previsto per l’attribuzione di altre prestazioni sociali o assistenziali erogate dallo stato.  

L’indennità, inoltre, non è reversibile ai superstiti e viene erogata al “solo titolo della minorazione” cioè a prescindere dal requisito reddituale personale, coniugale o familiare dell’avente diritto. 

L’importo 

Per il 2024, l’indennità ammonta a 531,76€, pagato per 12 mesi. È esente da Irpef, quindi non tassabile e non deve essere dichiarato nel reddito, né influisce su altre prestazioni sociali o assistenziali. L’indennità è non reversibile ai superstiti e viene concessa unicamente in base alla minorazione, indipendentemente dal reddito del beneficiario. 

A chi è rivolta 

L’indennità è concessa a cittadini italiani o UE residenti in Italia, e ai cittadini extracomunitari con un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, purché residenti in Italia. Non ci sono limiti di età per ottenere il beneficio. 

Possono riceverla coloro che: 

  • hanno un’invalidità civile totale e permanente del 100%; 
  • sono incapaci di camminare senza un accompagnatore oppure non possono svolgere attività quotidiane senza assistenza continua. 

Il riconoscimento avviene quando una persona non riesce a compiere gli atti quotidiani che una persona normale della stessa età può generalmente fare. 

Per la tua domanda  

Le sedi del Patronato Acli offrono assistenza e consulenza su misura, permettendoti di richiedere le prestazioni a cui hai diritto in base alla tua situazione personale! Trova la sede più vicina a te o prenota il tuo appuntamento 

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Lunedì, 28 Ottobre 2024 08:42

ASSEGNO INTEGRATIVO DI VEDOVANZA

SCATTANO GLI AUMENTI CHE POSSONO ESSERE ATTIVATI DA APPOSITE DOMANDE DOCUMENTATE

Siamo nell’ambito del lavoro dipendente e assimilato, con esclusione quindi della gestione speciale del lavoro autonomo.

L’aumento arriva fino a 634 euro annui ed è graduato in base al reddito annuale dell’interessato che non deve essere superiore a € 37.325,55.

Requisiti essenziali sono l’invalidità civile al 100%, la titolarità della pensione di reversibilità e il limite reddituale detto sopra.

Le domande possono riguardare anche annualità pregresse: in questi casi l’INPS non riconoscerà tutto il maturato ma al massimo 5 anni per un totale massimo di 3.000 euro.

 

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Per il Congresso dei loro primi ottant’anni, le ACLI di Vicenza aps hanno scelto la Città di Schio, luogo dove è sorto il primo circolo operaio cattolico italiano, dove la lungimiranza di Alessandro Rossi ha fatto nascere un tessuto sociale ed economico che non ha avuto pari nella nostra Nazione per decenni. Ed il tema scelto dall’Associazione è incentrato su due principi importanti: pace e coraggio, sui quali le Acli intendono incardinare l’azione del prossimo quadriennio.

Il 19 ottobre scorso, la mattinata al Faber Box, dopo i saluti del sindaco di Schio, Cristina Marigo, e del direttore della Caritas diocesana vicentina, don Enrico Pajarin, è proseguita con un’articolata relazione del presidente uscente delle ACLI di Vicenza aps, Carlo Cavedon, che ha spaziato dai temi delle guerre nel mondo alla salvaguardia dell’ambiente, sino ad arrivare al mondo del lavoro oggi ed al futuro dell’Associazionismo berico.

Conflitti armati. “Dopo la Seconda guerra mondiale – ha spiegato il presidente Cavedon agli oltre cento delegati riunitisi al Faber Box di Schio, per l’elezione del nuovo Consiglio provinciale delle ACLI di Vicenza aps – il numero di guerre nel mondo non è mai sceso sotto il centinaio. Ciò significa che, ogni anno, ci sono almeno cento conflitti armati in corso, per un totale di 238 mila morti annui”.

La conflittualità nell’UE. “Servirà attuare politiche e riforme in Europa – ha aggiunto il presidente Cavedon – al fine di raggiungere una vera integrazione culturale democratica che si basi su un comune senso di appartenenza, oltre che al conseguimento di finalità economiche”.

Crisi della democrazia e conflitti tra cittadini e istituzioni. “Quando i cittadini non si sentono né rappresentati né protetti – ha sottolineato il presidente Cavedon - il rischio che anche gli stessi politici arrivino a crederlo è reale. Gran parte della deriva del senso democratico a cui stiamo assistendo ce l’hanno i cittadini, tra cui i “cattolici”, che nell’ultimo rapporto Censis vengono definiti come sonnambuli, impauriti e rinunciatari nel loro atteggiamento politico, ed i politici stessi, prigionieri dell’opinione pubblica, delle urgenze che sovrastano una rigorosa pianificazione politica, che porta risultati in anni o decenni”.

I conflitti socioeconomici. Eurostat segnala che migliorano gli indici dell’Italia sul lavoro, ma sono sotto i valori medi dell’UE. In particolare, il tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni in Italia cresce dal 64,8% del 2022 al 66,3% del 2023, ma in UE è cresciuto dal 74,6% al 75,3%. I Neet sono scesi al 16,1%, ma in UE siamo all’11,2%. La disoccupazione di lunga durata (almeno un anno) migliora al 4,2%, ma in Europa la media è del 2,1%. E l’Italia è quasi fanalino di coda in Europa quanto a reddito reale lordo disponibile delle famiglie: dal 2008 al 2023 il reddito è sceso del 6,26%.

La situazione vicentina è migliore, ma non mancano elementi di preoccupazione, come ha evidenziato il presidente Cavedon: “Secondo la Camera di Commercio di Vicenza, abbiamo avuto tra il 2019 e il 2023 un calo di imprese pari al 4,9%, ma migliorano i segnali della ripresa post-pandemica nei bilanci delle società di capitali vicentine, con aumento del valore aggiunto di quattro miliardi. A questa situazione imprenditoriale seguono dati sulla disoccupazione provinciale sicuramente positivi, con un tasso di disoccupazione che è meno della metà di quello nazionale (Italia 7,8%, Vicenza 3,6%). Il tasso di occupazione (15-64 anni) in Italia è del 61,5%, mentre a Vicenza del 70%. Resta la tensione sul mercato del lavoro: per le imprese è difficoltoso reperire il 56% delle figure in entrata. L’export vicentino (23 miliardi di euro) diminuisce nel 2023 del 2,4%, tuttavia Vicenza mantiene la terza posizione per valore del fatturato, dopo Milano e Torino. Nota dolente il gender pay gap, che è presente in tutti i ruoli, e a parità di giornate lavorate in un anno una lavoratrice riceve in media quasi 19 mila euro contro i 27 mila di un collega”.

Il lavoro: povero e che non piace. “C’è la necessità di rimettere soldi in tasca ai lavoratori – ha spiegato il presidente Cavedon - attraverso interventi strategici e reali. Non basta tagliare il cuneo fiscale per un anno o sforbiciare l’Irpef solo per alcuni livelli di reddito: si deve affrontare il tema del costo della vita. Occorre attivare una filiera di formazione continua sia per chi è disoccupato, che per chi ha un’occupazione, in quanto le competenze sono oggi la vera tutela del lavoratore, giovane, donna o over 50 che sia. Ma oltre ad un lavoro povero, siamo in presenza di un lavoro che piace sempre meno: solo l’8% dei dipendenti si dichiara attivamente impegnato e il 25% afferma di sentire tristezza quando pensa al lavoro. Creare un ambiente di lavoro basato su fiducia, cooperazione e benessere è fondamentale per la produttività e la sopravvivenza dell’azienda”.

Il futuro dell’Associazionismo. “È difficile fare associazione al giorno d’oggi, prova ne sia lo scioglimento di almeno una trentina di realtà nella nostra provincia da inizio anno. La burocrazia sempre più impegnativa, la difficoltà di agganciare i giovani, che partecipano volentieri alle iniziative proposte, ma non vogliono tesserarsi, preferendo esplorare più che impegnarsi attivamente, la tecnologia che frena la voglia di incontrarsi e di parlarsi vis a vis. Tutto questo per dire – ha concluso il presidente Cavedon – che gli ottant'anni delle Acli non sono un punto di arrivo, bensì un punto di partenza”.

Dopo la riflessione proposta da don Matteo Pasinato, che da anni accompagna le ACLI di Vicenza aps in un percorso di crescita spirituale, il direttore generale delle ACLI di Vicenza aps, Andrea Luzi ed il consigliere provinciale dell’Associazione, Massimo Zilio, hanno illustrato le sfide associative per il prossimo quadriennio.

La giornata si è conclusa con la proclamazione dei Consiglieri provinciali eletti e la comunicazione dei delegati ai Congressi regionale e nazionale.

I Consiglieri provinciali sono: Jonathas Biagioni, Anna Bizzotto, Arianna Bordignon, Giuseppe Brighenti, Annalisa Carollo, Daniela Cattani, Matteo Crestani, Barbara Agnese Della Libera, Francesco Fietta, Oreste Fraccaro, Mauro Gramola, Renzo Grison, Andrea Luzi, Germano Martini, Sergio Meneguzzo, Daniela Menon, Sergio Michelazzo, Dimitri Piotto, Gilberto Pisanello, Roberto Riccioni, Eleonora Scremin, Valeria Siviero, Gianni Luigi Spagnolo, Giulia Vanin, Alessandra Visonà, Pierpaolo Vissà, Elisabetta Zanon, Massimo Giuseppe Zilio e Serafino Angelo Zilio.

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Mancano poche ore all’atteso momento, sabato 19 ottobre alle 9 al Faber Box di Schio, in Via Tito Livio 23/25, in cui i delegati della provincia di Vicenza delle ACLI di Vicenza aps si incontreranno in Congresso per il rinnovo del Consiglio provinciale dell’Associazione.

“Un momento importante di democrazia associativa – commenta il presidente delle ACLI di Vicenza aps, Carlo Cavedon – in cui tracceremo il bilancio del quadriennio degli organi in carica, per delineare una nuova proposta coinvolgente per il territorio berico. C’è più che mai bisogno delle Acli nella comunità, per riportare al centro della vita sociale e della comunità la persona, l’ambiente, la democrazia ed il lavoro”.

Sarà una mattinata di intenso lavoro, quella al Faber Box di Schio, luogo scelto dall’Associazione per celebrare il 32° Congresso provinciale, dove sono attesi ospiti importanti, tra cui il sindaco di Schio Cristina Marigo, il direttore della Caritas diocesana vicentina, don Enrico Pajarin, don Matteo Pasinato, che da anni accompagna le ACLI di Vicenza aps in un percorso di crescita spirituale, nonché rappresentanti delle Acli regionali e nazionali.

Tra i momenti più importanti della mattinata, la relazione congressuale del presidente uscente, Carlo Cavedon, e l’Agenda 2034, “Il programma strategico di sviluppo delle ACLI di Vicenza aps, a cura del direttore generale delle ACLI di Vicenza aps, Andrea Luzi e del consigliere provinciale dell’Associazione, Massimo Zilio.

Il Congresso eleggerà, sulla base dei dettami dello statuto delle Acli, i Consiglieri provinciali, nonché i delegati ai Congressi regionale e nazionale.

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