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Articoli filtrati per data: Aprile 2025

L’autonomia e la libertà degli anziani prima di tutto. Grazie al Progetto Rondine, attuato dal Comune di Marano Vicentino ed all’impegno delle ACLI di Vicenza aps, questa iniziativa potrà avere gambe e procedere, garantendo agli anziani che ne hanno la facoltà di vivere in un luogo protetto, ma al contempo senza vedersi privati della propria autonomia.
Con questo spirito, venerdì mattina, il presidente provinciale delle ACLI di Vicenza aps, Carlo Cavedon, ha consegnato nelle mani del sindaco di Marano Vicentino, Marco Guzzonato, nella sede dei Magazzini comunali, due piastre ad induzione munite di relative cappe aspiranti, che saranno installate nei due appartamenti di Via Summano adibiti al Progetto Rondine.
Il Progetto Rondine è nato dalla constatazione che diversi anziani erano impropriamente collocati in case di riposo, alcuni addirittura contro la loro volontà. Una situazione che provoca nelle persone una “sospensione della vita”, a causa del processo di depersonalizzazione che inizia nel momento stesso in cui l’anziano entra in struttura. Con questo progetto, quindi, il Comune di Marano Vicentino è riuscito a dare concretezza alle volontà di persone ospiti di strutture residenziali tormentate dal bisogno di casa, nonché a lanciare un segnale concreto culturale e politico di democrazia. Si è così passati dalle parole ai fatti, assegnando i locali agli anziani deistituzionalizzati.
“Le piastre ad induzione che le ACLI di Vicenza aps ci hanno donato – spiega il sindaco Guzzonato – saranno collocate negli appartamenti del Progetto Rondine, in Via Summano. Si tratta di appartamenti che, a partire dal 2000, servono ad accogliere gli anziani che escono nelle case di riposo e riacquisiscono una loro autonomia, in un ambiente protetto. In questo luogo sicuro, gli anziani hanno la possibilità di vivere in autonomia. Le piastre ad induzione ci servono per dare corpo a questo progetto, a favore della parte anziana della popolazione. Nel Progetto Rondine sono stati coinvolti una quindicina di anziani”.
L’iniziativa è resa possibile grazie all'impegno delle Acli verso le comunità locali, che si concretizza con i fondi del 5 per mille - annualità 2019, destinati dai cittadini all’Associazione.
“Questa donazione che le Acli di Vicenza hanno fatto al Comune di Marano Vicentino – conclude Cavedon – rientra nell’ambito dei fondi del 5 per mille – annualità 2019, quindi di risorse che i vicentini hanno deciso di destinare alla nostra Associazione. E noi delle Acli vogliamo che questi soldi ritornino nel territorio. Questo è un progetto, ma ne abbiamo anche molti altri in cantiere. È importante che quanti ci hanno dato fiducia sappiano con precisione dove sono stati destinati i loro soldi”.

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CAF Acli: Spese mediche detraibili dall’Irpef, quando è possibile pagare in contanti?

D: La possibilità di pagare in contanti le spese per prestazioni sanitarie effettuate presso strutture convenzionate con il SSN si riferisce alle sole prestazioni rese “in convenzione” o anche a quelle “privatistiche”?

R: L’obbligo di pagare attraverso mezzi tracciabili le spese detraibili dall’Irpef non coinvolge le spese sanitarie “sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale”. La norma fa quindi riferimento al soggetto/struttura che eroga a monte la prestazione e non alla tipologia della singola prestazione (cioè in convenzione o privatistica). Quindi è da ritenersi che tutte le prestazioni rese da una struttura medica privata, purché accreditata al Servizio Sanitario Nazionale, non rientrino nell’obbligo del pagamento attraverso mezzi tracciabili. Per info e assistenza specifica ci si può rivolgere a una delle nostre sedi.

Guarda come prenotare un appuntamento e verifica il nostro elenco documenti!

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Per maggiori informazioni www.aclivicenza.it

 

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L’Assegno Unico per i figli minori è legge ma, attenzione, non sostituisce l’Assegno al nucleo familiare!
È una nuova prestazione di sostegno per le famiglie, con figli minori, che finora non avevano la possibilità di chiedere l’assegno al nucleo familiare (ANF), come lavoratori autonomi o disoccupati.
L’assegno è stato introdotto in via temporanea per il periodo dal 1° luglio al 31 dicembre 2021 in attesa di nuove normative che regolino stabilmente queste tipologie di aiuto economico alle famiglie.

Requisiti
Per chiedere l’assegno unico è necessario che il richiedente possa far valere, congiuntamente, i seguenti requisiti:

1. Requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno
o essere cittadino italiano o di uno Stato dell’Unione Europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione Europea, in possesso del permesso di soggiorno UE per lungo periodo o per motivi di lavoro o di ricerca della durata di almeno sei mesi
o essere soggetto al pagamento dell’IRPEF in Italia
o essere domiciliato e residente in Italia ed avere figli minori di 18 anni a carico
o essere residente in Italia da almeno due anni, non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato di almeno sei mesi

2. Situazione economica
o Il nucleo familiare del richiedente deve avere un’attestazione ISEE in corso di validità (vedi elenco documenti)

L’assegno unico è compatibile con il Reddito di Cittadinanza e con altri aiuti economici per i figli minori erogati dagli enti pubblici locali.

Importi
L’importo dell’assegno unico è determinato sulla base dell’attestazione ISEE:
• Si parte da una prima fascia, con ISEE fino a 7.000 euro, di un assegno mensile per ogni figlio minore pari a 167,5 euro per i nuclei con due figli minori o di 217,8 euro per quelli con tre figli minori.
• L’assegno unico si riduce in proporzione al crescere del livello ISEE, fino ad arrivare, per ogni figlio minore, a 30 euro mensili per i nuclei con due figli minori o di 40 euro per quelli con tre figli minori, in presenza di un valore ISEE che va da 39.900,01 fino al massimo di 50.000,00 euro

È previsto l’aumento dell’assegno unico di 50 euro mensili per ciascun figlio minore disabile.

Pagamenti
Il pagamento dell’assegno unico avviene con bonifico bancario sul conto corrente del quale il richiedente ha indicato il codice IBAN nella domanda, oppure con bonifico domiciliato. L’assegno unico è esente dall’imposizione delle imposte.

Domanda
L’Assegno Unico per le famiglie sarà attivo a partire dal 1° luglio 2021. La domanda andrà presentata in modalità telematica all’INPS, secondo queste le scadenze:
• Per le domande presentate entro il 30 settembre, verranno pagate le mensilità arretrate a decorrere dal 1° luglio.
• Per le domande presentate dopo il 30 settembre l’assegno decorrerà dal mese di presentazione.

Continuate a seguirci. Nei prossimi giorni vi forniremo tutte le indicazioni operative, non appena l’INPS completerà le istruzioni e aprirà le procedure di acquisizione online delle domande.

Raffaele De Leo
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Lunedì, 14 Giugno 2021 07:08

CERCASI GRETA DISPERATAMENTE

E’ risaputo che la realtà narrata dai media è solo una parziale rappresentazione della stessa, al punto tale che risulta sempre più complesso riuscire a discernere effettivamente lo stato delle cose. Vi sono periodi storici, poi, in cui tale fenomeno è maggiormente evidente: ad esempio nel corso dell’ultimo anno il mondo sembra essere caratterizzato esclusivamente dalla pandemia da Covid-19, oppure nel recente passato dal fondamentalismo terroristico di matrice islamica od ancora dagli insuperabili vincoli di bilancio per gli Stati membri della UE. E’ evidente che un tal modo di fare informazione risponde a delle logiche ben precise, che spesso non sono orientate a fornire un quadro obiettivo della realtà, bensì a formare e ad orientare l’opinione pubblica su obiettivi lungi dall’essere correlati al diritto di cronaca e di informazione.

Dipingere la quotidianità solo all’insegna del negativo fa notizia, rende le persone emotivamente più fragili e, soprattutto, distrae dai problemi veri. Così, nell’ultimo anno, dominato mediaticamente dalla pandemia da Covid-19, in realtà il mondo ha continuato a soffrire per problemi endemici: le guerre, la fame, le diseguaglianze e tra tutti il dramma ambientale. Aldilà delle dichiarazione di intenti, delle conferenze internazionali, perfino delle encicliche papali sul tema ambientale, stiamo assistendo ad un effettivo rallentamento delle misure a contrasto della vera pandemia, quella ambientale destinata a trasformarsi in ecatombe in assenza di una reale inversione di tendenza. Se proviamo a chiederci quanto i dispositivi di protezione individuale, si pensi tra tutti alle emblematiche mascherine mono facciali, hanno contribuito all’innalzamento del livello di inquinamento ambientale o quantomeno ad una crescita dei costi del loro smaltimento, converrete che la realtà non può essere solo quella correlata alla notizia del giorno o alla questione che in questo momento “spacca”. Ovviamente, nessuno mette in discussione la necessità di dover affrontare problemi in ordine alla loro priorità ed in tal senso la pandemia da Covid-19 ha assunto un carattere di assoluta priorità, ma, proprio per questo, non bisogna dimenticare che il tema della sostenibilità ambientale e della reale possibilità di sopravvivenza degli ecosistemi e della specie umana stessa sono la priorità tra le priorità.

Non mancano segnali di speranza: ad esempio l’Italia è al vertice in Europa per l’esperienza dell’economia circolare ed è sempre più diffusa, soprattutto tra i giovani, una forte sensibilità ecologica. Il futuro cammina sulle gambe dei ragazzi ed è per questo che “Cercasi Greta Disperatamente” non è uno slogan, né tantomeno la notizia del giorno, bensì una responsabilità epocale cui l’umanità è chiamata per garantire la sopravvivenza del pianeta e di se stessa.

 

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Lunedì, 14 Giugno 2021 07:01

UNA GENERAZIONE DI “SENIOR DIGITALI”

A SORPRESA…

UNA GENERAZIONE DI “SENIOR DIGITALI”

La pandemia ha favorito l’uso dei mezzi e la frequentazione di internet da parte degli anziani: per rinsaldare i legami famigliari e sociali, per usufruire di servizi utili a mantenere alta la qualità della vita.

Attenzione però alle molte insidie della rete, per questo servono le iniziative della FAP Acli di Vicenza con la palestra digitale

 

 In Italia, paese ancora fanalino di coda, in Europa, nell’alfabetizzazione informatica, si sta affermando una nuova generazione di “senior digitali”. Una platea che in concomitanza con i mesi di lockdown e distanziamento, è diventata sempre più ampia. Un connubio anziani-tecnologie digitali che peraltro si stava già da un po’ affermando in Italia. Infatti, secondo dati Istat, nel 2016, oltre 1 pensionato su 4 (25,6%) nella fascia d’età 65-74 utilizzava internet con regolarità e il 12,6% con frequenza quotidiana. Una cifra sorprendente rispetto al 4,4% di anziani con una minima competenza informatica nel 2003. Da considerare poi che l’uso del web nella fascia d’età 60-64 risultava quasi doppio, al 45,9%. In un prossimo futuro dunque, computer, web e smartphone apparterranno tanto agli anziani quanto alle classi di età più giovani.

Ma qual è la motivazione che spinge tanti senior a cimentarsi con strumenti informatici? In realtà non uno ma molti sono i vantaggi che gli anziani, con il senso pratico caratteristico di chi ha molta vita sulle spalle, hanno intuito possano derivare dall'utilizzo degli strumenti messi a disposizione dal web, per dare un significativo tocco di qualità alla propria vita quotidiana, soprattutto se età e salute cominciano a limitare la loro mobilità.

Infatti, mantenendosi connessi, si possono tener vivi i rapporti con amici e familiari anche a distanza; mantenersi informati sul mondo che ci circonda, leggendo giornali e riviste online; occuparsi di operazioni bancarie o burocratiche; prenotare prestazioni mediche, monitorare le liste d’attesa, pagare il ticket, visualizzare referti, individuare e contattare la farmacia più vicina; e ancora fare acquisti ormai di qualsiasi tipo e a prezzi convenienti sul mercato digitale.

Ma connettersi fa anche bene alla salute mentale, come ormai molti studi confermano, rallentando il fisiologico declino cognitivo: allena la memoria, sviluppa nuove competenze, riduce l'isolamento e favorisce la socializzazione allontanando anche i rischi della depressione senile.

Uno studio condotto nei mesi scorsi da Deloitte, una delle più autorevoli società di consulenza finanziaria e tecnologica a livello mondiale, ha evidenziato un significativo incremento dell'utilizzo di strumenti informatici durante la pandemia da parte della popolazione anziana con risultati sorprendenti. Il 44% dei pensionati europei intervistati e ben il 59% di quelli italiani, costretti all’isolamento e spaventati dal contagio, hanno utilizzato app e servizi digitali come la telemedicina, lo shopping on-line, operazioni bancarie e con la pubblica amministrazione, e strumenti per comunicare a distanza con i propri cari.

Certo, la tecnologia non è solo un elemento positivo. Ha degli effetti collaterali da cui è bene guardarsi. Anzitutto dalla “infodemia”, ovvero quel fenomeno che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha definito come «abbondanza di informazioni, alcune accurate e altre no, che rendono difficile per le persone trovare fonti affidabili quando ne hanno bisogno». Una parola che fa riflettere sul potenziale uso eccessivo e sbagliato della tecnologia e i dirompenti effetti che può avere sulla società. La tecnologia può essere un compagno utile e affidabile per la terza età, ma come qualunque altro strumento occorre sapere come rapportarsi a essa per evitarne i potenziali lati negativi: il gioco di azzardo online, e-mail truffa e siti di acquisti facili con richiesta di cedere le proprie coordinate bancarie o altri con informazioni, in particolare mediche, errate o fuorvianti sono pericoli di cui è necessario essere sempre consapevoli quando si accede a Internet. E questo vale anche per gli anziani che potremmo definire “senior digitali” perché frequentano e utilizzano già da tempo gli strumenti digitali, in particolare computer e smartphone, e ne hanno pertanto maggior padronanza.

Il Dipartimento di Scienze economico-aziendali dell’Università di Milano-Bicocca ha pubblicato recentemente i risultati di una interessante ricerca “Senior, competenze finanziarie, nuove tecnologie e Covid-19”, condotta fra un campione di 328 ultrasessantacinquenni del nord Italia, con discrete capacità e conoscenze digitali, sull'uso di strumenti informatici   durante la pandemia. Emanuela Sala, coordinatrice dello studio ha spiegato che l'obiettivo dello studio era “Indagare l'impatto delle relazioni sociali tradizionali e di quelle online, mediate da tecnologia e social network, sul benessere psico-fisico delle persone anziane e su alcuni aspetti correlati, come la solitudine”. Il 43% degli intervistati si è definito fiducioso delle proprie capacità di fare ricerche in rete, e il 40% ha dichiarato di aggiornarsi costantemente sulle nuove tecnologie. Mariangela Zenga, del dipartimento di Statistica, del gruppo di ricerca, ha aggiunto che "questi senior hanno mostrano un comportamento di curiosità e volontà di apprendimento sulle piattaforme online, paragonabile a quello riscontrato in gruppi di adolescenti durante precedenti studi". Inoltre, il 58% degli anziani del campione testato ha dichiarato di possedere un computer se non addirittura due (21%), l’80% ha un cellulare con accesso a internet e il 40 % possedeva anche un tablet. La ricerca, oltre a confermare i vantaggi già sopra elencati derivanti dall'utilizzo di strumenti informatici ha anche  evidenziato alcuni rischi e pericoli e che, nonostante le persone avessero già una certa dimestichezza con gli strumenti digitali rispetto alla media degli anziani d’Italia, gli agguati sono sempre dietro l’angolo:  "circa il 34% ha dichiarato di aver ricevuto email che chiedevano di rivelare le proprie credenziali, il 18% ha acquistato o attivato involontariamente servizi su siti internet o al telefono che poi si sono rivelati delle truffe, scaricando per esempio oroscopi o suonerie". E il 12% ha rivelato che la sua carta di credito è stata utilizzata da terzi in modo illecito. La coordinatrice dello studio ha precisato che dalle risposte date risultava che “questi anziani avevano ben chiaro che i loro dati potevano essere captati e che si ponevano il problema della privacy, ma a volte erano in difficoltà, soprattutto se le informazioni e condizioni poste erano molto contorte e i caratteri molto piccoli". E ha aggiunto che “queste osservazioni dovrebbero essere prese in considerazione da chi gestisce servizi che potrebbero dimostrare maggiori sensibilità nei confronti di questa utenza, evitando barriere, visto che c’è una potenzialità inespressa che dovrebbe essere valorizzata". Ha ricordato anche che “le lamentele maggiori hanno riguardato i siti delle banche - che "continuano a cambiare" - e quello dell’Inps "ancora troppo complesso".

L’interesse per il digitale anche tra gli over 65 ha dunque ricevuto un impulso significativo dai condizionamenti imposti dalla pandemia, evidenziando tutti i benefici ma anche i rischi connessi. Occorre pertanto tanta prudenza accompagnata dalla convinzione che nessuno nasce “imparato” come ci dicevano i nostri professori a scuola. Anche per questo motivo esistono oggi molti programmi e corsi educativi per insegnare agli anziani il corretto uso di Internet, per poter godere al meglio dei suoi benefici senza cadere nelle sue occasionali trappole. Anche Fap Acli di Vicenza propone ai propri soci una “Palestra digitale”, dei corsi, gratuiti, di alfabetizzazione informatica e digitale, che si svolgeranno parte in presenza e parte on-line e che inizieranno nel mese di settembre prossimo. Ma già ora chi fosse e incuriosito o interessato può accedere ai video incontri introduttivi presenti nella nostra “Piattaforma formativa” sempre riservata ai soci.  Clicca qui

 

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Mercoledì, 26 Maggio 2021 09:00

Cos'è?

La Fap Acli di Vicenza ha attivato all’ interno del sito web delle ACLI Vicentine una sezione riservata ai propri soci e dedicata alla formazione permanente. Si tratta di video-incontri su argomenti inerenti la prevenzione delle malattie e la promozione della salute e del benessere psico-fisico attraverso corretti stili di vita. Proporremo anche temi culturali e artistici e argomenti di vita spirituale, di fede e di dottrina sociale cristiana. Approfondiremo anche alcuni importanti problemi che interrogano la nostra società come ad esempio la tutela dell'ambiente, lo sviluppo sostenibile. Proponiamo inoltre incontri di avviamento e addestramento all' utilizzo delle tecnologie digitali che stanno avendo un forte impatto nella nostra vita quotidiana,

L'obiettivo di questa iniziativa è di fornire degli strumenti per aiutarci a invecchiare bene e in salute restando attivi e ancora protagonisti nelle relazioni familiari e sociali.

Se avete anche voi suggerimenti e proposte di argomenti da approfondire, saremo lieti di accoglierli e studiarli con l'aiuto dei nostri esperti.

L’ accesso ai video-incontri formativi potrà essere da voi effettuato in qualsiasi momento della giornata, secondo le vostre disponibilità di tempo, potendoli vedere anche più volte, qualora foste interessati.

Sono già disponibili numerosi video per approfondire il tema di “Invecchiare Bene ed in Salute”, “La Conferenza di Parigi sul Clima”, “La Palestra

Guardate il video-invito qui sotto

 

Cosa bisogna fare per accedere la prima volta alla piattaforma formativa?

 Non è difficile, basta utilizzare un dispositivo digitale (computer, smartphone, tablet e simili) e avere un indirizzo e-mail da comunicarci, insieme ad alcuni dati anagrafici di base che ci permettono di trattare le vostre informazioni in maniera corretta e responsabile.

Premete il pulsante qui sotto per compilare la scheda di partecipazione e ricevere, nel tempo più breve possibile, le credenziali di accesso con le istruzioni

 

 

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Presentando la dichiarazione 730/REDDITI con il nostro aiuto è possibile detrarre le spese d’affitto sostenute esclusivamente per gli immobili adibiti ad abitazione principale. La normativa prevede cinque diverse casistiche di detrazione che variano in funzione dei soggetti che la richiedono e in particolare a seconda del reddito percepito durante l’anno. Inoltre, se il contratto di locazione è intestato a più soggetti, ciascuno di essi può beneficiare della detrazione “pro quota” (cioè in base alla quota del contratto intestata), facendo riferimento al proprio reddito complessivo.

DETRAZIONE PER L'AFFITTO : A CHI SPETTA?

DETRAZIONE IN CASO DI CONTRATTI IN LIBERO MERCATO

La prima casistica è quella della detrazione d’imposta per gli inquilini a basso reddito. Ai contribuenti, infatti, titolari di contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge 431 del 9 dicembre 1998, spetta una detrazione pari a:

  • 300 euro, se il reddito complessivo non supera la soglia di 15.493,71 euro;
  • 150 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro, ma non alla soglia di 30.987,41 euro.


Se il reddito complessivo supera quest’ultimo importo non spetta alcuna detrazione. Il beneficio può essere fruito anche se il contratto è stato stipulato e automaticamente prorogato prima dell’entrata in vigore della Legge 431/1998, visto che in base all’art. 2, comma 6, si intende rinnovato ai sensi della stessa Legge. Analogamente, la detrazione può essere fruita anche se nel contratto di locazione non è menzionato il riferimento alla Legge. 

DETRAZIONE IN CASO DI CONTRATTI CONCORDATI

Se poi il contratto di locazione viene stipulato sulla base di appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative a livello nazionale (cosiddetto “canone convenzionato o concordato"), la detrazione d’imposta è di:

  • 495,80 euro, se il reddito complessivo non supera la soglia di 15.493,71 euro;
  • 247,90 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro, ma non alla soglia di 30.987,41 euro. 

DETRAZIONE PER GIOVANI CHE VIVONO IN AFFITTO

C’è poi la casistica dei giovani che vivono in affitto. Rientrano in questo beneficio i soggetti compresi tra i 20 e i 30 anni, per i quali spetta (per i primi tre anni di canone) una detrazione fissa di 991,60 euro, a patto però che il reddito complessivo non sia superiore a 15.493,71 euro.
 

DETRAZIONE PER CHI TRASFERISCE LA RESIDENZA PER MOTIVI DI LAVORO

La normativa include inoltre il caso di quelle persone che hanno trasferito o trasferiscono la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi nei tre anni antecedenti a quello di richiesta della detrazione. A vantaggio di questi contribuenti, infatti, è prevista una detrazione:

  • di 991,60 euro, se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro;
  • oppure di 495,80 euro, se il reddito complessivo è compreso tra i 15.493,72 e i 30.987,41 euro.

Quest'ultima agevolazione, tuttavia, è applicata a condizione che:

  • il lavoratore abbia trasferito la propria residenza nel comune di lavoro o in un comune limitrofo
  • il nuovo comune si trovi ad almeno 100 chilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione
  • la residenza nel nuovo comune sia stata trasferita da non più di tre anni dalla richiesta della detrazione.

La detrazione, poi, può essere fruita nei primi tre anni in cui è stata trasferita la residenza. Ad esempio, se il trasferimento della residenza è avvenuto nel 2011, la detrazione verrà applicata in relazione ai periodi d’imposta 2011, 2012 e 2013.

DETRAZIONE PER L'AFFITTO DI STUDENTI FUORI SEDE

C’è infine la casistica dei contratti di locazione stipulati dagli studenti universitari che frequentano atenei situati in Comuni diversi da quello di residenza. La detrazione, in tal caso, spetta nella misura del 19% ed è calcolabile su un importo non superiore a 2.633 euro. La condizione, però, e che gli immobili oggetto di locazione siano situati nello stesso comune in cui ha sede l’università o in comuni limitrofi. Essi inoltre devono essere distanti almeno 100 Km dal comune di residenza. Oltre ai contratti stipulati o rinnovati ai sensi della legge 431 del 9 dicembre 1998, la detrazione si applica anche ai canoni relativi ai contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

Per i contratti di sublocazione, la detrazione non è ammessa

 

Prendi appuntamento con noi per detrarre subito l’affitto. Contattaci

 

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Calcolo retributivo, contributivo, misto: sono termini che tutti abbiamo sentito e, forse, molti non hanno approfondito perché il momento di andare in pensione è ancora lontano. Ma cosa c’è da sapere su questi sistemi così diversi di calcolo?

Facciamo chiarezza. Il sistema previdenziale italiano prevede ben tre sistemi di calcolo della pensione a seconda del percorso assicurativo e contributivo del soggetto che accede alla pensione. Facciamo il punto su ognuno di questi sistemi per conoscerli meglio e capire con quale dei tre sarà calcolata la tua futura pensione.

Il primo dato discriminante è la data di inizio dei versamenti previdenziali.
• Se non ho mai avuto contributi al 31 dicembre 1995, la mia pensione sarà calcolata con il sistema contributivo

  • Se al 31 dicembre 1995 posso far valere almeno 18 anni di contributi, la pensione sarà calcolata con il sistema retributivoper tutti i periodi maturati fino al 31 dicembre 2011
  • Il sistema misto (retributivo + contributivo)si applica a coloro che avevano meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e, per i periodi successivi al 31 dicembre 2011, anche a coloro che avevano almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.

Il sistema di calcolo retributivo

Per chi ricade nel sistema retributivo, la pensione è la somma di quote:
• Quota A: è determinata sulla base dell’anzianità maturata al 31 dicembre 1992, dalla media delle retribuzioni, rivalutate, degli ultimi cinque anni
• Quota B: è determinata sulla base dell’anzianità maturata dal 1° gennaio 1993, dalla media delle retribuzioni da lavoro dipendente, rivalutate, degli ultimi dieci anni. Per i lavoratori autonomi si considerano i redditi degli ultimi quindici anni

Il sistema di calcolo contributivo

Il calcolo con il sistema contributivo richiede la determinazione della retribuzione annua (o del reddito di impresa per i lavoratori autonomi) al fine di calcolare la contribuzione di ogni anno sulla base delle seguenti aliquote:
• Per i periodi da lavoro dipendente si considera il 33% della retribuzione imponibile previdenziale
• Per i periodi da lavoro autonomo viene considerata l’aliquota del 20 %, fino al 2011 e, dal 2018 il 24 % del reddito
• Per i periodi di attività parasubordinata e comunque per tutti i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS, l’aliquota è del 27 % per gli anni 2012/2013 fino ad arrivare al 33% dal 2018

Dopo aver determinato la contribuzione annuale, si deve calcolare il montante contributivo che consiste nella somma dei contributi versati ogni anno, rivalutati applicando il tasso di capitalizzazione. Infine, viene applicato il coefficiente di trasformazione legato all’età del pensionamento ed alla speranza di vita.

Il sistema di calcolo misto

Il sistema misto è prodotto dalla somma, ai fini di un’unica pensione, delle quote calcolate a seconda dei periodi di contribuzione, con il sistema retributivo e con quello contributivo secondo questo schema:

Lavoratori con meno di 18 anni al 31 dicembre 1995
• Calcolo retributivo per le anzianità maturate al 31 dicembre 1995
• Calcolo contributivo per le anzianità maturate dopo 31 dicembre 1995

Lavoratori che al 31 dicembre 1995 avevano almeno 18 anni di contributi
• Calcolo retributivo per le anzianità maturate al 31 dicembre 2011
• Calcolo contributivo per le anzianità maturate dopo 31 dicembre 2011

Informarsi ed essere consapevoli grazie al Patronato ACLI
Gli Operatori del Patronato ACLI sono a completa disposizione per una consulenza su misura inerente la tua futura pensione: sappiamo bene che ogni carriera lavorativa è differente e le esigenze della vita sono diverse! 

Prenota il tuo appuntamento oppure trova la sede a te più vicina, ti aspettiamo!

Fonte: Patronato Acli nazionale - Raffaele De Leo
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Uno stile di vita “neuroprotettivo”: attività fisica, alimentazione corretta, avere cura di sé e coltivare buone relazioni sociali

Anche il nostro cervello subisce, come tutti gli altri organi del corpo, un processo di naturale invecchiamento. Una diminuzione nell’efficienza di alcune funzioni cognitive, come la memoria, l’attenzione e la velocità di elaborazione delle informazioni che si manifesta con più o meno velocità con il passare degli anni. Queste manifestazioni sono fisiologiche e caratteristiche delle fasi avanzate della vita, in cui comunque altre funzioni cerebrali si mantengono integre. La comparsa di ragionamenti scombinati, disturbi del linguaggio, dell'orientamento e disturbi della personalità e del comportamento, caratterizzano invece situazioni patologiche, come i vari tipi di demenza che impediscono alla persona di condurre una vita autonoma. 

Gli studiosi e i ricercatori del settore ci informano che la causa del fisiologico invecchiamento cerebrale ma anche delle demenze patologiche è multifattoriale ed è fortemente legata agli stili di vita di ciascuna persona. Solo per le demenze patologiche si riconosce una componente genetica comunque minoritaria, che va dal 5% per l'Alzheimer al 20% per tutte le altre forme di demenza. Ci avvertono inoltre che l'attuazione di strategie per ritardare il fisiologico invecchiamento cerebrale produce effetti positivi anche in chi possiede alcune varianti genetiche che, come detto, possono aumentare il rischio di sviluppare demenza.

C'è poi unanimità tra gli studiosi di neuroscienze nel definire i comportamenti che possiamo mettere in atto per aiutare il nostro cervello a invecchiare più lentamente e preservare il più a lungo possibile le sue funzioni:

-una regolare attività fisica;

-una alimentazione corretta prevalentemente vegetale, privilegiando i cereali integrali;

-prendersi cura della propria salute fisica (in particolare di obesità e diabete e delle malattie cardiovascolari) e psicologica (ansia e depressione);

-coltivare le relazioni sociali;

-mantenere il cervello allenato e aumentare la propria “riserva cognitiva”.

E’ importante far lavorare il cervello durante tutta la vita, dopo il pensionamento e anche in età avanzata: leggere e studiare, informarsi, viaggiare, coltivare un hobby, cimentarsi in nuove esperienze e, in generale, non smettere mai di essere curiosi e di imparare.

La “riserva cognitiva” è una “dote mentale” che ciascuno di noi può costruirsi nel corso degli anni e che, una volta giunti all’età più avanzata, ha un effetto protettivo contro il declino cognitivo e altre problematiche a carico del cervello. Questa riserva è il risultato dell’accumulo nel tempo di conoscenze ed esperienze cognitivamente stimolanti che si traducono in meccanismi neurofisiologici. Infatti gli studiosi di neuroscienze ci dicono che l’utilizzo regolare delle facoltà cognitive durante la vita permette di stabilire un numero elevato di connessioni sinaptiche (collegamenti) tra i neuroni, le cellule del cervello, le quali diventano utili quando altre si deterioreranno per cause patologiche o connesse all’invecchiamento.

Tenendo conto delle considerazioni appena fatte, e consapevoli che gli incontri formativi, educazionali e culturali in presenza dovranno attendere ancora qualche mese, la Fap Acli di Vicenza ha attivato, all’ interno del sito web delle ACLI Vicentine, una sezione riservata ai propri soci e dedicata alla formazione permanente. Sono già disponibili video-incontri su come   invecchiare bene ed in salute con argomenti inerenti la prevenzione delle malattie e la promozione della salute e del benessere psico-fisico, attraverso soprattutto corretti stili di vita. Sono inoltre già disponibili video-incontri relativi ai temi ambientali e proposte di avviamento e addestramento all' utilizzo delle tecnologie digitali che stanno avendo un forte impatto nella nostra vita quotidiana. Abbiamo altresì già contattato vari esperti che ci proporranno prossimamente approfondimenti su argomenti culturali e artistici, di vita spirituale e di fede.

L'obiettivo di questa iniziativa riservata a tutti i soci della FAP vicentina è di fornire degli strumenti per aiutarci appunto ad invecchiare bene e in salute, restando attivi e ancora protagonisti nelle relazioni familiari e sociali.

Se ci sono suggerimenti e proposte di argomenti da approfondire, saremo lieti di accoglierli e studiarli con l'aiuto dei nostri esperti.

L’ accesso ai video-incontri formativi potrà essere effettuato dai soci FAP, attraverso il sito web delle Acli di Vicenza, cliccando in alto a destra sulla scritta FAP formazione e seguendo le istruzioni fornite. Dopo la registrazione nella piattaforma formativa, i soci FAP potranno vedere i video incontri in qualsiasi momento della giornata, secondo le disponibilità di tempo, potendoli rivedere anche più volte, qualora interessati.

 

 

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Il 2020 ed il 2021 saranno ricordati come un biennio di straordinaria importanza nelle vicende umane, a causa del drammatico manifestarsi della pandemia da Covid-19. In questi giorni il nostro Paese sembra avviarsi al ritorno ad una situazione generale di quasi normalità, per effetto dei positivi dati scientifici correlati alla forte riduzione dei contagi. Cercare di trarre un bilancio di un periodo così travagliato è un tentativo estremamente complesso, ma in primo luogo intendo evidenziare che, a mio avviso, le ferite provocate dall’emergenza Covid-19, con il loro strascico di decine e migliaia di morti in Italia e di milioni nel mondo, rappresenta la punta di un iceberg di sofferenze ancora più profonde e non tracciabili dai tamponi antigenici: lacerazioni psicologiche, drammi economici, deterioramento dei rapporti familiari, difficoltà ad immaginare un futuro e marginalizzazione di anziani e giovani, categorie più di altre colpite da un processo di atomizzazione sociale. Come ACLI di Vicenza aps siamo chiamati a dare ancora più valore alle tipiche fedeltà associative, che da sempre sono orientate al prendersi cura e a valorizzare la persona e le comunità. E’ necessario ripartire, allora, dalla riscoperta della socialità, della solidarietà e del mutuo aiuto tra le persone, dalla bellezza dell’incontro con l’altro e dal carisma che ciascuno può esprimere nel perseguimento del bene comune .

Prima di chiedere alle istituzioni, alla società organizzata ed alle infrastrutture dello Stato orientate alla tutela dei cittadini  in attuazione dei precetti costituzionali, le ACLI di Vicenza aps si interrogano quotidianamente su cosa possono fare per gli altri e la risposta è una sola: rimettere al centro le persone e le comunità e questo, gentili lettori sarà il nostro impegno quotidiano ora e negli anni a venire.

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