Articoli filtrati per data: Gennaio 2026
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CAF ACLI cerca operatrici e operatori fiscali ESPERTI da inserire nel proprio team per la campagna fiscale 2026 e da impiegare nelle sedi di Bassano del Grappa, Schio.
L’operatrice o operatore fiscale si occuperà, in front office, dell’elaborazione delle dichiarazioni Modello 730/Modello Isee.
Si offre un contratto a tempo determinato, da aprile a luglio 20256 con possibilità di proroga.
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Successioni, Riunioni di usufrutto e Servizi catastali
Che cos’è la dichiarazione di successione
La dichiarazione di successione è un adempimento di natura fiscale attraverso il quale viene comunicato all’Agenzia delle Entrate il trasferimento del patrimonio del defunto agli eredi o ai chiamati all’eredità.
Chi è tenuto a presentarla
La dichiarazione deve essere presentata da:
• coniuge ed eredi in linea retta (figli, genitori, ecc.) quando ricorre almeno una delle seguenti condizioni:
-
il defunto possedeva uno o più immobili, anche solo in quota;
-
il valore complessivo del patrimonio mobiliare (conti correnti, investimenti, depositi, ecc.) supera 100.000 euro.
• altri eredi (come ad esempio fratelli o nipoti):
-
sono obbligati a presentarla sempre, anche se il defunto non possedeva beni immobili.
Scadenza
La dichiarazione di successione deve essere trasmessa entro 12 mesi dalla data del decesso.
Imposte dovute
L’importo delle imposte dipende dal tipo di beni ereditati e dalla posizione degli eredi.
In particolare:
-
se nell’attivo ereditario è presente almeno un immobile, sono dovute:
imposta ipotecaria, imposta catastale, tassa ipotecaria, tributi speciali e imposta di bollo; -
per i beni mobiliari (conti correnti, titoli, depositi, ecc.) è prevista l’imposta di bollo per il rilascio della documentazione necessaria allo sblocco delle posizioni bancarie/postali;
-
l’imposta di successione viene calcolata in base al grado di parentela e alle franchigie previste, ed è dovuta soprattutto in presenza di eredi non in linea retta.
Modalità di pagamento
Dal gennaio 2018 la dichiarazione di successione deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica. Le imposte vengono addebitate direttamente sul conto corrente del dichiarante.
Che cos’è la Riunione di Usufrutto
La riunione di usufrutto è un particolare tipo di domanda di voltura che si rende necessaria quando il defunto era titolare del diritto di usufrutto su uno o più immobili. Al momento del decesso l’usufrutto viene estinto o può accrescersi in capo ad altri soggetti.
Che cosa si intende per ispezione ipotecaria
L’ispezione ipotecaria consiste nella consultazione dei registri, delle note e dei titoli conservati presso i servizi di pubblicità immobiliare. È utile, ad esempio, quando non si dispone della copia di un atto di provenienza.
Che cos’è la voltura catastale (o la correzione catastale)
La voltura catastale serve ad aggiornare o allineare l’intestazione dell’immobile presso il catasto in seguito a eventi come compravendite, donazioni o successioni.
La stessa procedura può essere utilizzata per correggere dati errati o incompleti nella visura catastale, come quote di proprietà o generalità dell’intestatario.
Come prenotare
Prenotare è semplice e immediato:
-
Numero unico di prenotazione:
0444955002 - 0444870700 -
Prenotazioni online:
https://www.caf.acli.it
Scegli la sede più comoda e l’orario che preferisci: il sistema di prenotazione è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Elenco Documenti
Per elenco documenti consulta la sezione documenti su www.aclivicenza.it
Canone RAI 2026: chi può chiedere l'esenzione entro il 31 gennaio
Gli over 75 con un reddito annuo inferiore a 8.000 euro possono richiedere entro il 31 dicembre l’esenzione dal pagamento del canone RAI 2026.
Chi può richiedere l’esenzione dal canone RAI 2026
Per ottenere l’esonero dal pagamento del canone per tutto il 2026 è necessario presentare domanda entro il 31 gennaio 2026.
Il canone Rai è una tassa sul servizio pubblico audiovisivo dovuta da chiunque possieda un televisore. Dal 2016 l’importo viene addebitato nelle fatture dell’energia elettrica (in dieci rate da gennaio a ottobre), ma sono previste alcune eccezioni.
Possono essere esonerati dal pagamento, previa richiesta:
-
chi ha almeno 75 anni di età e un reddito proprio e del coniuge inferiore a 8.000 euro, senza conviventi titolari di reddito;
-
diplomatici, funzionari o impiegati consolari, funzionari di organizzazioni internazionali, militari non italiani o personale civile non residente per convenzioni internazionali;
-
chi non possiede una televisione (a condizione che nessun componente del nucleo familiare ne abbia una) e risulta intestatario di un contratto elettrico domestico.
Come richiedere l’esenzione
L’esenzione viene riconosciuta per l’intero anno in cui si presenta la domanda e va rinnovata annualmente, salvo specifiche eccezioni.
La richiesta deve essere inviata all’Agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio 2026.
In particolare:
-
chi non possiede un televisore deve compilare una dichiarazione sostitutiva di non detenzione, evitando così l’addebito in bolletta;
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chi ha almeno 75 anni e un reddito inferiore a 8.000 euro deve presentare una dichiarazione sostitutiva che attesti il possesso dei requisiti;
-
diplomatici e militari stranieri devono presentare l’apposita dichiarazione per ottenere l’esenzione.
Se la richiesta è già stata presentata negli anni precedenti e le condizioni non sono cambiate, l’esenzione si applicherà automaticamente senza necessità di inviare una nuova domanda.
Come ottenere l’esenzione
Per aver diritto all’esenzione occorre presentare un’istanza (in pratica una dichiarazione sostitutiva) all’Agenzia delle Entrate che può essere consegnata in quattro diverse maniere:
- avvalendosi dell’assistenza delle sedi territoriali CAF ACLI che assisteranno il richiedente sia nella compilazione che nella trasmissione del modello;
- direttamente dall'applicazione web dell'Agenzia delle Entrate;
- tramite raccomandata senza busta al seguente indirizzo: Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale I di Torino - Ufficio Canone TV - Casella postale 22 - 10121 Torino.
Una volta presentata l’istanza, questa ha sempre valore anche per le annualità successive, quindi non va ripresentata ogni anno se le condizioni di esenzione rimangono invariate. Se invece si perdono i requisiti segnalati nella dichiarazione sostitutiva (ad esempio perché si supera il limite di reddito previsto), è necessario presentare una dichiarazione di variazione dei presupposti.
NewJobTimes n.2-2025 "Giovani e Lavoro"
MALATTIE PROFESSIONALI IN SARTORIA: PATOLOGIE DEGLI ARTI SUPERIORI
Manuela ha 56 anni e lavora come sarta dal 1985. Le sue mani hanno cucito migliaia di tessuti, soprattutto cappotti. Per quarant’anni, la macchina da cucire è stata la sua compagna quotidiana: stessi movimenti, stesse posture, stesse tensioni muscolari. Gesti ripetitivi che, col tempo, hanno logorato articolazioni e tendini.
Nel 2023 si rivolge al Patronato ACLI con due diagnosi precise: sindrome del tunnel carpale (già operata) e dito a scatto, entrambe all’arto sinistro. Con l’assistenza degli operatori e del medico-legale del Patronato, vengono presentate le domande di riconoscimento di malattia professionale.
L’INAIL le accoglie, riconoscendo un danno del 5% per la sindrome del tunnel carpale e del 2% per il dito a scatto. La normativa prevede l’unificazione dei postumi, che porta a un danno complessivo del 6%, per il quale Manuela riceve un indennizzo di oltre 6.000 euro.
Nel 2024 la storia si ripete: questa volta la diagnosi riguarda l’arto destro, sempre sindrome del tunnel carpale. Anche in questo caso, con il supporto del Patronato ACLI, viene presentata una nuova domanda. L’INAIL riconosce un danno del 4%, che, unificato con i postumi precedenti, porta a una percentuale del 9% e a un ulteriore indennizzo di circa 4.700 euro.
Nel 2025, Manuela affronta una nuova sfida: i movimenti ripetuti di estensione e flessione degli arti superiori hanno causato epicondilite (gomito del tennista) ed epitrocleite. Patologie comuni tra chi, per anni, ha spinto, teso e guidato stoffe con la forza delle braccia. Le nuove domande di riconoscimento sono state inoltrate e sono in fase di valutazione da parte dell’INAIL.
Se anche queste patologie verranno riconosciute, le percentuali verranno nuovamente unificate e Manuela riceverà un nuovo indennizzo. Un piccolo risarcimento per una vita di lavoro, ma soprattutto un riconoscimento importante.
Segnala la tua malattia professionale
Ogni patologia legata all’attività lavorativa va segnalata e riconosciuta. Se pensi che un disturbo possa essere conseguenza del tuo lavoro, non esitare: contatta il Patronato ACLI per tutelare la tua salute e i tuoi diritti.
? Segnala qui il tuo caso. Un controllo può cambiare tutto.
ISEE 2026: rinnovi con le regole della manovra
Passato il 2025, chi era in possesso di un ISEE tramite il quale stava usufruendo di certe agevolazioni, assegni o bonus, è bene che effettui il rinnovo dell’indicatore economico nel 2026. Dal 1° gennaio, infatti, tutte le DSU ISEE sottoscritte durante l’anno precedente hanno cessato di essere valide e necessitano perciò del ricalcolo, sulla base stavolta dei redditi e dei patrimoni del 2024 (l'ISEE guarda sempre a 2 anni prima) al fine di non far decadere le agevolazioni o i bonus in corso (CAF ACLI svolge ovviamente assistenza sia online che su appuntamento nelle sedi).
ISEE 2026: quali novità? Come cambia?
L'ISEE, oltretutto, conoscerà nel 2026 importanti cambiamenti, a cominciare dalle novità introdotte dalla Legge di Bilancio, per le quali bisognerà comunque attendere la modifica operativa dei regolamenti: vedi l’innalzamento della franchigia di esenzione dell’abitazione principale del nucleo, oppure il nuovo calcolo delle cosiddette “scale di equivalenza” per agevolare i nuclei con più figli nella richiesta delle prestazioni di sostegno al reddito; infine va anche considerata l’entrata a regime definitiva – già da inizio anno – della novità introdotta lo scorso aprile, ovvero l’esclusione dal calcolo ISEE di buoni fruttiferi, libretti postali e titoli di Stato entro la soglia di 50.000 euro per nucleo familiare, a seguito della quale, da aprile in poi, molte famiglie “toccate” dal cambio di regole hanno appunto richiesto ai CAF il nuovo ricalcolo degli indicatori 2025.
ISEE 2026: perché va rinnovato?
Un esempio classico di nucleo familiare che si troverà nella condizione di dover rinnovare il proprio ISEE, è quello che usufruisce dell’Assegno Unico Universale, la cui durata, essendo di 12 mesi che vanno da marzo a febbraio dell’anno successivo, “obbliga” il nucleo (pena la decadenza dell’Assegno) a rinnovare appunto l’ISEE a gennaio per potersi assicurare non solo le ultime due quote mensili di gennaio e febbraio, ma anche le nuove mensilità dell’annata 2026 che scatterà da marzo. Ci sono poi i bonus sociali legati all’utenze domestiche (vedi acqua, luce e gas) che rappresentano un caso analogo, anche se per una percentuale inferiore di utenti.
ISEE 2026 decisivo per l'Assegno Unico
In merito quindi all’Assegno Unico (ma il principio potrebbe essere applicato anche ad altre tipologie di prestazione), al di là delle eventuali modifiche che potrebbero intervenire nel nucleo, resta fermo che si tratta di un importo commisurato all’ISEE (secondo certe fasce reddituali già predisposte nelle quali si collocano appunto i diversi nuclei richiedenti); di conseguenza la sua continuazione da un anno all’altro deve passare per forza dal rinnovo dell’indicatore economico, il cui calcolo guarda sempre ai dati reddituali e patrimoniali risalenti al 31/12 di due anni prima, fatta salva la possibilità di calcolare il cosiddetto ISEE “corrente” qualora ci sia stata nell’ultimo anno una significativa diminuzione di reddito e/o patrimonio.
Come si ottiene l’ISEE
Per elaborare l’ISEE è necessario presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), che contiene informazioni su redditi, patrimoni e composizione familiare.
Dopo la presentazione della DSU, l’INPS elabora l’ISEE in pochi giorni.
Come prenotare
Prenotare è semplice e immediato:
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Numero unico di prenotazione:
0444955002 - 0444870700 -
Prenotazioni online:
https://www.caf.acli.it
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Elenco Documenti
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Il Bonus Libri Scolastici 2026
A SOSTEGNO DEL DIRITTO ALLO STUDIO
NOVITA’ PER IL BONUS LIBRI PER L’ACQUISTO DEI TESTI SCOLASTICI
Nella legge di bilancio 2026 è stata introdotta una importante novità per le famiglie che devono sostenere le spese per i testi scolastici per le secondarie di secondo grado (superiori): con un indice ISEE fino a 30 mila euro è prevista la deducibilità dal reddito. In pratica si pagheranno meno imposte, alleggerendo così il carico fiscale.
Da notare che per la scuola primaria (elementari) i testi sono già forniti gratuitamente dai Comuni, mentre per le secondarie di primo grado (medie) esistono già contributi regionali rapportati al reddito famigliare.
Con questo intervento si mira a rafforzare ulteriormente il diritto allo studio.
Capitoli
PENSIONE DI VECCHIAIA 2026: I REQUISITI RESTANO 67 ANNI E 20 DI CONTRIBUTI
La legge di stabilità ha confermato per il 2026 i requisiti attualmente in vigore per il diritto alla pensione di vecchiaia:
- 67 anni di età;
- 20 anni di contributi;
Per i lavoratori che hanno iniziato a versare contributi dopo il 1995, ovvero per chi rientra nel sistema contributivo, è previsto un ulteriore requisito: occorre aver maturato un importo minimo di pensione pari all’Assegno Sociale (nel 2025 € 538,69).
Nessun incremento per l’aspettativa di vita
Non sono previsti incrementi per l’aumento dell’aspettativa di vita che inizieranno invece a essere applicati, in modo parziale, dal 2027: da quella data il requisito aumenterà a 67 anni e 1 mese.
APE sociale
È stata prorogata sino al 31.12.2026 la possibilità di accedere all’anticipo pensionistico (APE sociale), un’indennità, calcolata sui contributi versati, che può accompagnare i lavoratori che hanno compito 63 anni e 5 mesi sino al raggiungimento del diritto a pensione.
Possono accedere all’APE sociale:
- disoccupati a seguito di licenziamento o scadenza del contratto;
- lavoratori che assistono il coniuge o un parente convivente con handicap in situazione di gravità;
- lavoratori con una invalidità pari o superiore al 74%;
- lavoratori dipendenti che svolgono attività gravose.
Occorre aver maturato un’anzianità contributiva minima di 30 anni (36 anni per i lavoratori impegnati in attività gravose).
Una consulenza personalizzata
È possibile richiedere una consulenza personalizzata per valutare e analizzare la propria carriera. L’appuntamento può essere prenotato autonomamente tramite il sito web, nella sezione Prenota il tuo Appuntamento.