Articoli filtrati per data: Aprile 2026

Martedì, 28 Aprile 2026 14:17

Le ACLI di Vicenza aps sul 1 Maggio

“Il 1 Maggio non è mai stata una semplice ricorrenza sul calendario per le ACLI di Vicenza aps, ma il momento in cui la memoria storica si fa impegno profetico. Fondate nel 1944 sotto l'impulso di Achille Grandi, le ACLI nacquero con l'obiettivo di formare la classe lavoratrice cristiana, garantendo che i valori della Dottrina Sociale della Chiesa trovassero un’applicazione concreta nella lotta per la dignità e la giustizia”. Con queste parole il presidente delle ACLI di Vicenza aps, Giuseppe Brighenti, interviene sul 1 Maggio, ricordando come il percorso aclista si è snodato attraverso le "tre fedeltà" storiche: alla Chiesa, ai Lavoratori e alla Democrazia. Sin dal Dopoguerra, infatti, l'Associazione ha sostenuto le grandi conquiste sindacali e civili, vedendo nel lavoro non solo un mezzo di sussistenza, ma il cardine della cittadinanza.

“Le tappe fondamentali dei diritti dei lavoratori in Italia, dalla nascita della Costituzione (con l'art. 1 che pone il lavoro a fondamento della Repubblica), allo Statuto dei Lavoratori del 1970, hanno visto le Acli in prima linea come stimolo culturale e sociale. La tutela della salute in fabbrica – aggiunge il presidente Brighenti - il diritto alle ferie, la parità salariale e la previdenza sociale sono stati i traguardi di una stagione in cui il lavoro era sinonimo di emancipazione collettiva”.

Le sfide attuali: oltre la precarietà. “Oggi, celebrare il Primo Maggio significa confrontarsi con una realtà profondamente mutata, dove il lavoro è spesso frammentato e privo di tutele. Le questioni urgenti che le Acli pongono al centro del dibattito contemporaneo – evidenzia il presidente Brighenti – sono il Lavoro Povero: nonostante l'impiego a tempo pieno, troppi cittadini non riescono a superare la soglia di povertà. Il tema del salario minimo e della dignità retributiva è oggi imprescindibile; la Sicurezza sul Lavoro: le "morti bianche" restano una ferita aperta. Per le Acli, la sicurezza non deve essere vista come un costo, ma come un investimento etico non negoziabile; la conciliazione vita-lavoro: in una società che invecchia, il diritto alla cura e il supporto alla genitorialità sono pilastri della nuova giustizia sociale; l'intelligenza artificiale e la transizione ecologica: le nuove tecnologie e il cambiamento climatico stanno ridisegnando le professioni. La sfida è governare questi processi affinché non creino nuove esclusioni, ma opportunità di "lavoro buono" e sostenibile”.

Il 1 Maggio delle Acli è, dunque, un richiamo alla responsabilità. “In un'epoca di individualismo sfrenato – conclude il presidente Brighenti - il lavoro deve tornare ad essere lo strumento per costruire il bene comune. Non esiste democrazia compiuta finché il lavoro non è libero, dignitoso, creativo, partecipativo e solidale. La memoria dei diritti conquistati deve essere il carburante per rivendicare, oggi, un futuro dove nessuno sia lasciato indietro”.

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Lunedì, 27 Aprile 2026 13:04

Amministratore di sostegno

Cresce ogni giorno il numero di persone che si rivolgono ad Acli Service Vicenza srl per attivare la procedura di nomina di un amministratore di sostegno. Tra le motivazioni soprattutto la demenza senile del soggetto beneficiario, l'Alzheimer o una grave malattia.

Un nuovo servizio di affiancamento per le nomine degli amministratori di sostegno per accompagnare le famiglie in tutte le pratiche necessarie per istituire una figura di fondamentale importanza in rappresentanza degli interessi delle persone con infermità fisiche e psichiche.

L’amministratore di sostegno, nominato dal tribunale, ha infatti il compito di fornire assistenza temporanea o permanente all’anziano o al disabile, sostenendone in modo propositivo e personalizzato le più importanti pratiche della quotidianità: dal pagamento delle bollette al ritiro della pensione, dalle pratiche Isee alla gestione del conto corrente, dalla cura della persona ai trattamenti sanitari.

Questo delicato ruolo può essere ricoperto da familiari o da persone di fiducia, con Acli Service Vicenza srl che garantirà un supporto professionale nell’intero iter burocratico volto ad ottenere l’autorizzazione da parte del giudice tutelare.

Acli Service Vicenza srl  fornirà anche un parallelo servizio di rendicontazione delle entrate e delle uscite del soggetto amministrato, con un affiancamento nella redazione dei bilanci periodici da presentare al tribunale.

Per ottenere ulteriori informazioni o per fissare un appuntamento è possibile chiamare lo 0444/955002, inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Dal 2024, le lavoratrici e i lavoratori dipendenti – sia nel settore pubblico che privato – che non hanno maturato anzianità contributiva entro il 31 dicembre 1995, oppure che possiedono i requisiti per il computo avendo anche un’iscrizione alla gestione separata, possono accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni.

Per richiedere questa forma di pensione è necessario:

  • aver compiuto 64 anni di età;
  • attendere una finestra di tre mesi;
  • aver maturato almeno 20 anni di contribuzione effettiva (ossia versamenti obbligatori, volontari o da riscatto, esclusi i contributi figurativi).

Ci sono due aspetti tecnici da considerare:

  • L’importo della pensione deve raggiungere una soglia minima, pari a 3 volte l’assegno sociale. Nel 2026 questo valore è di 638,72 euro al mese. Per le donne con un figlio la soglia scende a 1.529,47 euro (2,8 volte l’assegno sociale), e con due figli a 1.420,22 euro (2,6 volte).
  • L’importo della pensione non può superare 5 volte il trattamento minimo fino al raggiungimento dell’età pensionabile, fissata a 67 anni. Nel 2026, questo limite è di 3.059,25 euro lordi mensili.

Una consulenza personalizzata fa la differenza

Le regole pensionistiche sono articolate e ogni carriera lavorativa è diversa. Per questo, è fondamentale una valutazione personalizzata che tenga conto dell’età, della contribuzione maturata e delle diverse opzioni disponibili. È possibile richiedere una consulenza previdenziale personalizzata per analizzare la propria situazione e pianificare il pensionamento.

L’appuntamento può essere prenotato direttamente dal sito web, nella sezione Prenota il tuo appuntamento, oppure contattando la sede del Patronato ACLI più vicina.

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È trascorso un altro anno, ma la sicurezza sul lavoro continua a rimanere una questione irrisolta. I dati INAIL confermano che non si tratta di un’emergenza occasionale, bensì di una criticità strutturale che attraversa il sistema produttivo e incide profondamente sulla vita delle persone.

Nel 2025 le denunce di infortunio sul lavoro sono state 597.710, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente; 1.093 gli infortuni mortali, tre in più rispetto al 2024. Ancora più significativo è l’aumento delle malattie professionali, cresciute dell’11,3% e arrivate a oltre 98.000 denunce, in gran parte riferite a patologie muscolo-scheletriche. I primi mesi del 2026 confermano questo trend, con ulteriori aumenti sia delle denunce di infortunio sia di quelle per malattia professionale.

«Le malattie professionali rappresentano la parte meno visibile ma più profonda del rischio lavoro-correlato», sottolinea il Presidente del Patronato ACLI, Paolo Ricotti. «Dietro questi numeri ci sono persone che hanno lavorato per anni in condizioni di stress, sovraccarico e scarsa tutela, e che arrivano a chiedere aiuto solo quando il danno è ormai conclamato». La sicurezza, aggiunge Ricotti, non riguarda solo ciò che accade in fabbrica o in cantiere, ma anche l’organizzazione del lavoro, i ritmi, le pressioni e le condizioni che accompagnano la vita lavorativa quotidiana.

In questo contesto si inseriscono anche interventi normativi recenti, come lo strumento della patente a punti, introdotto per rafforzare la prevenzione nei settori a più alto rischio, a partire dall’edilizia. Se da un lato è evidente che questo comparto presenti da tempo livelli di rischio elevati e richieda misure di controllo rafforzate, dall’altro resta aperta la questione se strumenti di natura prevalentemente sanzionatoria possano, da soli, rappresentare una risposta efficace a un problema strutturale. Accanto alle regole, appare sempre più necessario un investimento sul piano culturale, organizzativo e formativo, capace di incidere concretamente sulle condizioni di lavoro.

È su questo terreno che si colloca l’impegno del Patronato ACLI, che negli ultimi anni ha rafforzato l’attenzione alla tutela INAIL e all’emersione delle malattie professionali. «Sempre più lavoratori – osserva Ricotti – non parlano di infortunio o di malattia professionale, ma di una fatica che nasce dal lavoro e invade la vita quotidiana. Il nostro compito è riconoscere questo disagio e trasformarlo in diritti, soprattutto in una fase segnata dall’inasprimento dei requisiti pensionistici».

Il tema del benessere psicosociale, indicato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro come filo conduttore della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro 2026, trova così una traduzione concreta nei servizi di ascolto, orientamento, accompagnamento e tutela dei diritti. «La sicurezza è reale solo quando una persona può chiedere aiuto senza paura» aggiunge Ricotti «senza una responsabilità condivisa da parte di istituzioni, imprese e società, continueremo a commentare numeri di morti e disabilità da lavoro che, almeno in parte, avrebbero potuto essere evitati. Occorre, lo ribadiamo, una cultura della sicurezza e dei diritti sui luoghi di lavoro che sia radicata prima e a prescindere da luoghi e compiti specifici. Da tempo chiediamo di inserire questi temi nei percorsi di formazione scolastica e siamo pronti a fare la nostra parte».

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Anche quest’anno è arrivato il momento della Dichiarazione dei Redditi.

Chi può fare il 730/2026?


Il modello 730 può essere presentato da chiunque abbia percepito redditi da lavoro dipendente o assimilato (come disoccupazione) oppure da pensione nell'anno precedente a quello di presentazione della dichiarazione. È possibile presentare il 730 anche per conto di persone decedute, da parte di un erede.

Chi ha l’obbligo di fare il 730/2026?
Il modello 730 deve essere presentato  per conguagliare le imposte nei seguenti casi: 

  • Cambio di lavoro o pensionamento durante l'anno; 
  • Percezione di disoccupazione prima o dopo un periodo di lavoro nello stesso anno; 
  • Periodo di cassa integrazione durante l'anno, pagato dall'INPS o dal Fondo, oltre a redditi da lavoro dipendente o pensione; 
  • Percezione di affitto associato a redditi da lavoro dipendente o pensione.

Quando si può fare il 730/2026?


E' già possibile elaborare la dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2025.

Il 730/2026 può essere elaborato entro il 30 settembre 2026.

Quali sono le novità per il 730/2026? 

  1. Nuovi scaglioni di tassazione IRPEF 
    A partire dall’anno d’imposta 2025, gli scaglioni di tassazione dei redditi soggetti a IRPEF (redditi da lavoro dipendente e assimilato, reddito da pensione o affitto) sono stati ridotti da quattro a tre:
    - fino a 28.000€ di reddito: 23%
    - da 28.000€ a 50.000€ di reddito: 35%
    - oltre 50.000€ di reddito: 43%
  2. Aumento delle detrazioni per reddito da lavoro dipendente
    Le detrazioni per redditi da lavoro dipendente non superiori a 15.000€ sono state innalzate da 1.880€ a 1.955€
  3. Modifica delle detrazioni per figli a carico
    Le detrazioni IRPEF spettano per i figli a carico di età pari o superiore a 21 anni e fino a 30 anni, fatta eccezioni per i figli disabili per i quali non vi è un limite massimo di età. Restano esclusi dalle detrazioni dall’imposta IRPEF i figli minori di 21 anni, in quanto inclusi nell’Assegno Unico. 
  4. Revisione degli altri familiari che danno diritto alla detrazione
    Dall’anno d’imposta 2025 le detrazioni IRPEF per altri familiari fiscalmente a carico spetta per i soli ascendenti e conviventi con il contribuente (ad esempio genitori o nonni). 
  5. Somma esclusa dal reddito complessivo
    Per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo inferiore ai 20.000€ è riconosciuta una somma che non viene conteggiata ai fini di determinare il reddito complessivo.  
  6. Aumento del limite massimo di spese scolastiche detraibili
    Per le spese scolastiche sostenute nel 2025 è stato innalzato il limite massimo di spesa detraibile da 800€ a 1.000€. 
  7. Nuovi limiti di detrazione
    Superbonus: la percentuale di spesa detraibile scende da 90% al 65%
    Bonus Casa: la spesa detraibile per interventi su immobili diversi dall’abitazione principale sarà pari al 36%, mentre resta confermato 50% per le sole abitazioni principali.
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Una malattia si definisce professionale quando insorge a causa del lavoro svolto nel corso degli anni. Non deriva da un incidente improvviso (come l’infortunio) ma da un’esposizione prolungata ad un determinato fattore di rischio connesso all’attività lavorativa. Ciò accade ad esempio, quando si lavora per anni nella stessa mansione.

 

Le patologie più comuni sono quelle che riguardano movimenti ripetitivi, posture scorrette, movimentazione manuale di carichi (patologie dell’apparato muscolo-scheletrico, quali ernie discali, discopatie, tendiniti, tunnel carpale, ecc. ecc.). In altre situazioni è l’ambiente lavorativo a determinare l’insorgenza delle patologie, ad esempio a causa di macchinari rumorosi (sordità), oppure contatto con sostanze nocive (che possono provocare anche patologie oncologiche come nel caso dell’amianto) o polveri (problemi respiratori). Ma le situazioni interessate sono molte di più; infatti, negli ultimi anni l’Inail sta registrando un costante incremento delle casistiche segnalate.

Quando si parla di malattia professionale 

L’elemento chiave quando si parla di malattie professionali, è quindi il legame tra attività lavorativa e malattia, che può emergere anche dopo molti anni di lavoro. Questo porta molto spesso a sottovalutare le proprie patologie e ad “accettarle” come una normale conseguenza (“il mio lavoro è così!” sentiamo spesso dire), senza attivarsi per la propria tutela.

Tutelarsi, significa anzitutto attivarsi non appena la patologia viene chiaramente diagnosticaÈ importante non affrontare la cosa da soli, ma rivolgersi al Patronato, poiché il riconoscimento di una malattia professionale richiede passaggi ben determinati.

Assistenza medico-legale 

È bene quindi sapere che, con i suoi medici-legali e i suoi operatori, il Patronato può fornire tutta l’assistenza necessaria a partire dal certificato per avviare la richiesta, passando per la ricostruzione precisa del lavoro e delle mansioni svolte e fino alla valutazione della risposta trasmessa dall’Inail.

Il riconoscimento della malattia professionale da parte dell’Inail può comportare indennizzi economici che variano in base alla percentuale di danno (da un importo una tantum ad una rendita mensile), ma sono previsti anche rimborsi di spese e cure sanitarie, la fornitura di ausili e protesi ecc.. Non si tratta di “favori”, ma di diritti!

Per la tutela dei tuoi diritti 

Se il lavoro ti ha causato una patologia, è un tuo diritto tutelarti e farlo nel modo giusto può fare la differenza.  La tua salute e i tuoi diritti sono al centro del nostro impegno. Con la nuova modalità di segnalazione, ti offriamo un servizio più rapido, accessibile e vicino alle tue esigenze.

 

Clicca su Segnala il tuo caso e ti richiameremo

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E’ TEMPO DI DICHIARAZIONE DEI REDDITI

LE SPESE UNIVERSITARIE PER L’ISCRIZIONE E LA FREQUENZA SONO DETRAIBILI

Agli effetti IRPEF i costi per l’Università sono detraibili al 19% con questa distinzione: in maniera totale quelli per le università statali, fino ad un tetto massimo per le università non statali.

Per le università non statali il Ministero ha definito una tabella degli importi massimi detraibili, articolata per ciascuna area: medicina, sanitaria, scientifica tecnologica, umanistica sociale.

Agenda

 
 
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Un taglio del nastro atteso quanto pieno di emozione quello avvenuto questa mattina in Via Abate della Piazza n. 4 a Schio, dove è stata inaugurata la nuova sede associativa delle ACLI di Vicenza aps e della Fap Acli di Vicenza, alla presenza del sindaco di Schio, avv. Cristina Marigo e del parroco di San Pietro in Schio San Pietro Apostolo, mons. Carlo Guidolin. Un nuovo punto di riferimento del distretto associativo dell’Alto Vicentino, che rappresenta una risposta all’isolamento sociale ed esalta la vocazione aclista alla socialità ed alla condivisione, superando barriere di ordine economico, culturale, sociale, religioso ed intergenerazionale. Un luogo di integrazione, quindi, che risponde anche ai valori portati avanti dal dirigente associativo Claudio Prearo, cui la sede è intitolata, nel corso di un lungo impegno nella Fap Acli di Vicenza, fin dai suoi primi passi.

“Era doveroso intitolare questa sede associativa a Claudio Prearo – commenta il segretario provinciale della Fap Acli di Vicenza, Andrea Luzi, ideatore e fautore dell’iniziativa – in quanto ha contribuito efficacemente, esprimendo straordinarie doti umane e con professionalità allo sviluppo della Fap Acli di Vicenza, fin dalla sua nascita, in qualità di primo segretario provinciale per otto anni, primo segretario regionale per otto anni e vicesegretario nazionale per otto anni. Un lungo periodo in cui l’amico Claudio ha creduto nella crescita della Federazione dei pensionali delle Acli”.

La nuova sede è concepita come un vero e proprio distretto associativo al servizio dei soci e della comunità locale. Un luogo di servizio e di confronto, che risponde ai numeri importanti che il Sistema ACLI di Vicenza aps ha saputo costruire negli anni nell’Alto Vicentino, dove sono oltre 6300 i soci e più di 16 mila le persone assistite ogni anno nell’ambito dell’attività di assistenza fiscale e previdenziale.

"Accogliamo con grande piacere questa nuova realtà nel cuore di Schio – dichiara il sindaco di Schio, Cristina Marigo –. Le Acli rappresentano da sempre un presidio di prossimità insostituibile: sono lì dove a volte la pubblica amministrazione fatica ad arrivare, con un’attenzione particolare verso le persone, le famiglie e chi è più fragile. Una nuova ed ulteriore sede a Schio a servizio dei cittadini rappresenta anche un atto di fiducia nel futuro di questa comunità. Sono onorata di aver partecipato a questo momento, certa che gli operatori sapranno integrare le risposte ai bisogni reali dei nostri cittadini”.

La Fap Acli di Vicenza, prima Federazione di pensionali Acli in Italia e le ACLI di Vicenza aps, hanno pensato a questo investimento nel territorio per rafforzare la presenza associativa in un luogo dove la richiesta è sensibile ed appare importante agire sul fronte della valorizzazione e tutela delle persone e della comunità locale. Per questo il distretto associativo si avvale di un’operatrice che presta servizio nell’ambito del Punto Famiglia e di volontari sul territorio.

Il Punto Famiglia, diffuso in tutta Italia, è stato pensato per sostenere i nuclei familiari attraverso ascolto, orientamento e servizi concreti. Funge da centro di welfare comunitario, offrendo supporto psicologico, legale, mediazione familiare, pratiche amministrative, assistenza scolastica e sportelli antiusura/antiviolenza.

“Questo è un giorno davvero importante per rafforzare la presenza aclista nell’area dell’Alto Vicentino – commenta il presidente delle ACLI di Vicenza aps, Giuseppe Brighenti - con l’obiettivo di interloquire costantemente con la comunità civile ed ecclesiale. Una presenza attenta, discreta e al tempo stesso voluta dalla comunità locale, ma è ancor più emozionante il ricordo dell’impegno profuso da Claudio Prearo non soltanto nella lunga esperienza nella Fap Acli, ma anche in qualità di dirigente associativo delle ACLI di Vicenza aps e delle ACLI del Veneto aps”.

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