Articoli filtrati per data: Agosto 2026
La guida al noleggio sociale dell’auto
Una opportunità per le famiglie a basso reddito
IL NOLEGGIO SOCIALE: ALTERNATIVA ALL’ACQUISTO DI UN’AUTO NUOVA
L’iniziativa promossa dal Governo in collaborazione con l’ACI (Automobile Club Italia) ha come obiettivo togliere dalla strada le auto più vecchie, dannose per l’ambiente e pericolose per le persone, permettendo a chi non può acquistarla di avere un’auto nuova con il noleggio sociale.
Con un reddito ISEE inferiore a 30 mila euro/anno è possibile avere a disposizione con 100 euro al mese (IVA inclusa) un’auto nuova (compresi: bollo, assicurazione, manutenzione); il contratto di noleggio vale 36 mesi, per un massimo di12.000 chilometri. Altro requisito fondamentale è mettere in rottamazione il veicolo posseduto con una classe Euro 4 o inferiore.
Importante predisporre per tempo tutta la documentazione – avvalendosi degli esperti - in modo da essere pronti al momento dell’apertura del bando sul portale ACI: le domande verranno accolte in ordine cronologico.
Agenda:
SUPPLEMENTO PENSIONE: COME E QUANDO OTTENERE UN AUMENTO
Il supplemento della pensione è una possibilità concreta per aumentare l’importo dell’assegno se, dopo il pensionamento, hai continuato a lavorare e versare contributi. Con la domanda puoi far ricalcolare la pensione sulla base dei nuovi versamenti effettuati.
Non è un aggiornamento automatico: si tratta di un diritto che devi attivare, presentando la domanda in via telematica all’INPS.
Cos’è il supplemento di pensione
Il supplemento è un incremento della pensione già in pagamento, riconosciuto a chi ha versato contributi anche dopo l’inizio della pensione.
In pratica, i contributi aggiuntivi non vanno persi, ma possono essere trasformati in un aumento dell’importo mensile. Questo ricalcolo viene fatto solo su presentazione della specifica domanda.
Quando richiederlo
Non è previsto un minimo di lavoro per poter richiedere il supplemento: anche un periodo molto breve dà diritto a un ricalcolo.
La domanda però è vincolata a una precisa tempistica: di norma è possibile richiedere il supplemento dopo cinque anni dalla decorrenza della pensione o dal precedente supplemento. Se hai compiuto l’età pensionabile (67 anni) è possibile presentare richiesta, per una volta soltanto, trascorsi solo due anni.
È importante inoltrare domanda in tempo: il supplemento, infatti, non prevede arretrati. Un eventuale ritardo determina quindi la perdita dell’aumento spettante per i mesi precedenti.
Come verificare se hai diritto
Per capire se puoi richiedere il supplemento è necessario verificare la tua posizione contributiva e la storia lavorativa dopo la pensione.
Può trattarsi di lavoro dipendente, autonomo o altre forme di attività che hanno generato contributi. Una verifica puntuale ti permette di non perdere opportunità di aumento dell’importo dell’assegno.
Cosa puoi fare concretamente
Il primo passo è semplice: raccogli le informazioni sulla tua attività lavorativa dopo la pensione e verifica i contributi versati.
Noi del Patronato ACLI possiamo aiutarti a valutare la tua situazione e a presentare correttamente la domanda all’INPS, evitando errori o ritardi.
Puoi prenotare direttamente un appuntamento online oppure rivolgerti alla sede più vicina.
730: Spese per figli, scuola e sport
Con la dichiarazione dei redditi (Modello 730) puoi ottenere una detrazione per diverse spese sostenute per i tuoi figli.
Figli
Puoi detrarre, se in possesso dei requisiti previsti dalla normativa:
- Spese per asili nido.
- Spese sostenute per figli fiscalmente a carico.
- Altre spese agevolabili previste dalla legge.
Scuola
Sono detraibili, nei limiti previsti:
- Spese per la frequenza di scuole dell'infanzia, primarie e secondarie.
- Mensa scolastica.
- Gite scolastiche e contributi deliberati dagli istituti.
- Tasse e contributi universitari.
Sport
Puoi detrarre le spese sostenute per l'iscrizione dei ragazzi (5-18 anni) ad attività sportive dilettantistiche, come:
- Palestre.
- Piscine.
- Associazioni e società sportive.
Ricorda
Per usufruire delle detrazioni è importante conservare:
- Ricevute e fatture.
- Bonifici o altre prove di pagamento.
- La documentazione richiesta dalla normativa.
Hai dubbi?
Rivolgiti al CAF ACLI Vicenza: i nostri operatori ti aiuteranno a verificare la documentazione e a compilare correttamente il tuo Modello 730.
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Bonus condizionatori 2026, detrazioni al 50% anche senza ristrutturazioni: ecco come ottenerlo
Fino al 31 dicembre 2026 è possibile beneficiare del bonus climatizzatori, l'agevolazione fiscale che consente di recuperare parte della spesa sostenuta per l'acquisto e l'installazione di un condizionatore a basso consumo energetico.
La misura è destinata a chi sostituisce un vecchio impianto con un sistema più efficiente dal punto di vista energetico e può essere richiesta anche senza eseguire lavori di ristrutturazione dell'immobile, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa.
Chi può richiedere il bonus climatizzatori
Il bonus è rivolto ai contribuenti che installano un condizionatore a pompa di calore ad alta efficienza, in sostituzione di un impianto esistente.
Per ottenere la detrazione è necessario che il nuovo climatizzatore:
- sostituisca integralmente il vecchio impianto;
- migliori l'efficienza energetica dell'abitazione;
- possa essere utilizzato sia per il raffrescamento estivo sia per il riscaldamento invernale.
L'agevolazione può essere richiesta anche in assenza di interventi di ristrutturazione edilizia.
Requisiti da rispettare
Per non perdere il diritto alla detrazione è necessario rispettare alcune condizioni.
Pagamento con bonifico parlante
Il pagamento deve essere effettuato esclusivamente tramite bonifico bancario o postale parlante, contenente:
- il riferimento alla norma che disciplina l'agevolazione;
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
- il codice fiscale o la partita IVA dell'impresa che ha eseguito l'intervento;
- il numero e la data della fattura.
L'utilizzo di contanti, assegni o altri sistemi di pagamento non conformi può comportare la perdita del beneficio fiscale.
Invio della pratica all'ENEA
Dopo la conclusione dei lavori è necessario trasmettere la documentazione all'ENEA.
L'invio deve essere effettuato entro 90 giorni dalla fine dell'intervento, allegando la scheda descrittiva dell'impianto attraverso il portale dedicato ai Bonus Fiscali.
A quanto ammonta la detrazione
L'importo della detrazione varia in base alla tipologia dell'immobile.
È possibile recuperare:
- 50% della spesa sostenuta per l'abitazione principale;
- 36% della spesa per gli immobili diversi dall'abitazione principale.
L'agevolazione viene recuperata nella dichiarazione dei redditi attraverso 10 quote annuali di pari importo.
Scadenza del bonus
Salvo eventuali proroghe introdotte da future disposizioni normative, il bonus climatizzatori è disponibile fino al 31 dicembre 2026.
Chi intende sostituire il proprio impianto di climatizzazione è quindi tenuto a completare l'intervento e sostenere le relative spese entro tale termine per poter beneficiare della detrazione fiscale.
Documenti da conservare
Per eventuali controlli dell'Agenzia delle Entrate è consigliabile conservare:
- fatture relative all'acquisto e all'installazione;
- ricevute del bonifico parlante;
- ricevuta dell'invio della pratica ENEA;
- documentazione tecnica del climatizzatore installato.
In sintesi
Il bonus climatizzatori rappresenta un'opportunità per migliorare il comfort della propria abitazione riducendo i consumi energetici e recuperando una parte significativa della spesa sostenuta. Per accedere all'agevolazione è fondamentale rispettare i requisiti tecnici, utilizzare il bonifico parlante e trasmettere la documentazione all'ENEA entro i termini previsti.
PROBLEMI ALLE SPALLE DA LAVORO: QUANDO È MALATTIA PROFESSIONALE E COSA FARE
Nicola lavora da circa quarant’anni come imbianchino. Quando si presenta al Patronato Acli ha una domanda semplice: «quando andrò in pensione?». Poi aggiunge, quasi sottovoce: «non ce la faccio più».
Dietro quella frase c’è molto di più: Nicola racconta di dolori alle spalle sempre più forti e difficoltà nei movimenti, senza sapere che può essere una malattia professionale.
«Non ce la faccio più»: quando il lavoro diventa insostenibile
Nicola ha iniziato come dipendente e da circa trent’anni lavora come artigiano. Negli ultimi tempi, però, la situazione è peggiorata: i problemi alle spalle lo costringono spesso a fermarsi.
Non ha dipendenti e questo significa una cosa sola: meno lavoro, meno entrate e maggiore difficoltà a sostenere l’attività. Inoltre, a breve, dovrà anche affrontare un intervento con un lungo periodo di recupero.
Quando il problema di salute è una malattia professionale
Gli anni di lavoro mantenendo posizioni prolungate con le braccia alzate, hanno provocato una patologia che può essere riconosciuta come malattia professionale, con specifiche tutele.
Nicola non ne era a conoscenza: pensava si trattasse semplicemente di una conseguenza inevitabile del mestiere.
Non sapeva di poter avere diritto a una tutela, scopri di più e leggi anche la news “Come tutelarsi in caso di Malattia Professionale”
Cosa prevede l’Inail: tutela e indennizzo
Con il supporto del Patronato Acli, che lo assiste passo dopo passo, viene avviata la richiesta all’Inail per il riconoscimento della malattia professionale: una tendinopatia che interessa entrambe le spalle.
L’Inail ha riconosciuto l’origine professionale della patologia e quantificato il danno biologico del 13%, erogando a Nicola un indennizzo di oltre 20.000 euro.
Inoltre, durante il periodo di assenza dal lavoro dopo l’intervento, Nicola ha avuto diritto all’indennità per inabilità temporanea assoluta.
Non è solo una questione economica: viene finalmente riconosciuto il legame tra lavoro e condizioni di salute.
Puoi approfondire meglio cosa fare, leggi la news “Ottenere il giusto indennizzo in caso di malattia professionale”
Perché è importante non aspettare
Situazioni come quella di Nicola sono più diffuse di quanto si pensi, soprattutto tra chi svolge lavori manuali da molti anni.
Spesso si tende a sottovalutare il problema, considerandolo parte del lavoro. Ma in molti casi si tratta di vere e proprie malattie professionali.
Hai problemi di salute legati al lavoro?
Se ti riconosci nella storia di Nicola, è importante verificare se anche tu hai diritto alla giusta tutela. Il Patronato Acli ti accompagna in tutte le fasi: dalla valutazione del caso fino alla presentazione della domanda e alla gestione della pratica. Segnala il tuo caso e ti richiameremo.
Gita a Mantova per i soci delle ACLI di Vicenza aps e Fap Acli il 19 settembre 2026
Le ACLI di Vicenza aps e l'ASSOCIAZIONE PROVINCIALE FAP ACLI DELLA PROVINCIA DI VICENZA organizzano per sabato 19 settembre 2026 una gita a Mantova, per visitare i luoghi più suggestivi della Mantova cinquecentesca, tra cui Piazza Sordello, Piazza Broletto, Piazza Erbe, i Palazzi Bonacolsiani, la Torre della Gabbia, il Palazzo del Podestà e, ancora, il Palazzo della Ragione, la matildica Rotonda di San Lorenzo e la famosissima Basilica di Sant’Andrea, capolavoro di Leon Battista Alberti.
“Un’iniziativa ricca di cultura, che prevede una vera e propria full immersion nella Mantova cinquecentesca, grazie a questa gita promossa dalle ACLI di Vicenza aps e dall’ASSOCIAZIONE PROVINCIALE FAP ACLI DELLA PROVINCIA DI VICENZA - spiegano i rispettivi rappresentanti, il presidente provinciale Giuseppe Brighenti ed il segretario provinciale Andrea Luzi –. Siamo consapevoli dell’importanza che queste attività hanno, in misura trasversale, per tutte le fasce d’età. Dai giovani e giovanissimi, fino agli anziani, infatti, è fondamentale condividere momenti piacevoli, con contenuti ludici, ma anche formativi”.
La partenza è prevista alle 6.30 da Bassano del Grappa (parcheggio nord dell’Ospedale San Bassiano) e lungo il percorso ci saranno altri punti di raccolta dei partecipanti alle 7.10 a Villaverla (Piazza del Popolo - fermata dei pullman) e alle 7.30 a Vicenza (sede ACLI di Vicenza aps - Via E. Fermi n. 203).
La giornata prevede, oltre alla visita della città, la navigazione dei laghi di Mantova e del Parco del Mincio e, successivamente, la visita a Palazzo Te. È previsto, naturalmente, il pranzo a base di prodotti tipici del territorio.
“Sarà una giornata intensa, ma anche divertente – concludono il presidente Brighenti ed il segretario Luzi – nel corso della quale ci prenderemo delle dovute pause per ammirare le bellezze del nostro Paese e per porre le basi per nuovi futuri impegni associativi, nonché per altri momenti ludici che non possono non far parte della vita associativa di qualunque realtà viva come la nostra, che quotidianamente viviamo in prima linea al fianco dei nostri associati”.
Le adesioni sono previste entro il 12 settembre 2026.
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Contributo per abbonamenti al Trasporto Pubblico Locale (TPL) della Regione del Veneto,
La Regione del Veneto ha attivato il bando per il Contributo per gli abbonamenti al Trasporto Pubblico Locale (TPL), un'iniziativa che promuove la mobilità sostenibile attraverso un contributo economico destinato all'acquisto di abbonamenti annuali.
Importo del contributo
- € 200 per i nuovi richiedenti;
- € 160 per chi ha già beneficiato del contributo nell'annualità 2025.
Il contributo viene erogato sotto forma di voucher utilizzabile esclusivamente per l'acquisto di un abbonamento annuale (minimo 10 mesi) al Trasporto Pubblico Locale.
Chi può richiederlo
Possono presentare domanda i cittadini:
- maggiorenni;
- residenti in Veneto;
- studenti o lavoratori;
- proprietari o intestatari di un'autovettura o motoveicolo.
Il voucher può essere utilizzato dal richiedente oppure da un componente maggiorenne dello stesso stato di famiglia, secondo i requisiti previsti dal bando.
Abbonamenti ammessi
Il contributo è valido per gli abbonamenti annuali al trasporto urbano dei Comuni capoluogo del Veneto (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza) e per gli abbonamenti extraurbani integrati con il servizio urbano.
Presentazione della domanda
La domanda di contributo dovrà essere presentata esclusivamente tramite la piattaforma informatica regionale (accesso con SPID o CIE) dalle 12 gennaio 2026 e fino alle ore 12.00 del 31 agosto 2026, salvo esaurimento dei fondi disponibili (5.000.000 euro).
L'assegnazione dei contributi avverrà fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
Per consultare il bando completo, verificare i requisiti e presentare la domanda, invitiamo a visitare il portale dedicato della Regione del Veneto.
Le novità del Piano Disabili 2026
UNA RIFORMA INNOVATIVA CHE METTE AL CENTRO LA PERSONA PUNTANDO AD UNA PIENA INCLUSIONE SOCIALE E LAVORATIVA
Il terzo piano del settore rappresenta una vera e propria rivoluzione partendo dal principio base: far transitare la disabilità dall’area medica e assistenziale a quella bio-psico-sociale con progetti di vita su misura per ogni persona, completando e innovando il percorso innovativo iniziato nel 2024, con un piano triennale fino al 2029.
Accessibilità, in senso ampio e in tutti i contesti: questa la parola chiave del piano che entra nel dettaglio delle singole aree operativa: percorsi specifici per la formazione e l’istruzione, inserimento guidato nel mondo del lavoro (con valorizzazione dello smart working e del lavoro agile), garanzie e tutele rafforzate per il lavoro dipendente e per quello autonomo, equità nell’accesso ai trattamenti per malattia e per la pensione.
Agenda