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Lunedì, 30 Marzo 2026 09:30

ISEE difforme: cosa devo fare?

L’Attestazione ISEE può talvolta contenere segnalazioni di omissioni o difformità. 
Si tratta di situazioni che è importante gestire correttamente per non rischiare di perdere l’accesso a bonus e agevolazioni. 

Cosa fare se nell’Attestazione ISEE risultano omissioni o difformità?


Se i dati indicati nella DSU non coincidono con quelli presenti nelle banche dati dell’INPS, l’Attestazione ISEE viene comunque rilasciata, ma con l’indicazione delle anomalie riscontrate. 
A questo punto la posizione può essere regolarizzata in 2 modi

  • Presentando una nuova DSU 
    Se l’INPS rileva delle omissioni o difformità è possibile presentare una nuova Dichiarazione completando i dati richiesti. 
  • Presentando, all'ente richiedente l’ISEE, la documentazione per dimostrare la veridicità dei dati indicati
    E’ possibile, come indicato nell’Attestazione ISEE elaborata dall’INPS, presentare insieme all’Attestazione ISEE difforme, anche la documentazione che dimostri la completezza dei dati presentati per elaborare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). 
    In questo caso il dichiarante dovrà presentare la documentazione insieme all’Attestazione ISEE direttamente all’ente di riferimento per l’agevolazione da richiedere. 

Come fare per completare correttamente la DSU?


Per compilare correttamente la DSU ed evitare segnalazioni, è fondamentale prestare attenzione ad alcuni aspetti

  • Verifica della composizione del nucleo familiare:
    Il dichiarante deve presentare la documentazione richiesta per tutti coloro che hanno la sua stessa residenza, ossia per il suo nucleo familiare così come risulta registrato in comune, anche se composto da persone che non hanno legami di parentela tra loro (esempio coppie di fatto). 
  • Dichiarazione del patrimonio mobiliare 
    È necessario presentare tutta la documentazione relativa ai conti correnti, investimenti o altri patrimoni mobiliare anche se a zero, intestati a un minore o cointestati con persone esterne al proprio nucleo (ad esempio conti correnti cointestati con i genitori che hanno una residenza diversa dal figlio dichiarante). 
  • Controllo delle Certificazioni Uniche (CU):
    Tutti i redditi da lavoro dipendente, pensione o altre tipologie di reddito, anche se soggette ad imposta sostitutiva, devono essere riportati nella DSU. È quindi importante verificare nel proprio cassetto fiscale la presenza di eventuali Certificazioni Uniche (CU). Dovrà essere quindi presentata la Certificazione Uniche anche se relativa a un solo giorno di lavoro. 
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RITORNARE AL “PAESELLO” PU0’ ESSERE CONVENIENTE

IMPORTANTE NOVITA’ PER I PENSIONATI CHE VOGLIONO RIENTRARE IN ITALIA

Per chi ha trascorso all’estero (in paesi non dell’Unione Europea) almeno 5 anni si prospetta l’opportunità di prendere dimora in uno dei molti comuni (popolazione inferiore a 3.000 abitanti) che negli anni passati sono stati interessati dall’emigrazione di massa.

Una legge recentemente approvata prevede agevolazione fiscali (4% di imposta sui redditi) e contemporaneamente di contributi diretti per i territori che intendono rendere attrattive le aree soggette a spopolamento, con il potenziamento dei servizi essenziali (sanità, trasporti, infrastrutture digitali).

È il bonus rientro pensionati per ridare respiro a molti piccoli comuni, in particolare nelle nostre aree montane che vanno salvaguardate a beneficio

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Nel corso della vita lavorativa può capitare di versare contributi in più gestioni previdenziali. Non sempre, però, questi contributi sono sufficienti a dare diritto a una seconda pensione autonoma. Questo non significa che vadano persi.

In molti casi, infatti, possono trasformarsi in un diritto attraverso la pensione supplementare.

La pensione supplementare è una prestazione economica concessa a domanda ed è rivolta a chi è già titolare di una pensione principale, ma ha versato contributi anche in altre gestioni previdenziali, senza aver maturato i requisiti necessari per una pensione autonoma aggiuntiva.

In sostanza, la pensione supplementare permette di valorizzare contributi che altrimenti resterebbero inutilizzati, riconoscendo un beneficio economico che si affianca alla pensione già in pagamento.

Chi può richiedere la pensione supplementare 

La pensione supplementare può essere riconosciuta: al pensionato, per i contributi versati in una gestione diversa da quella che ha dato origine alla pensione principale; ai familiari superstiti, in presenza di specifiche condizioni.

In particolare, i superstiti possono averne diritto quando non riescono a ottenere una pensione autonoma indiretta nella gestione in cui il lavoratore deceduto aveva versato i contributi, ma risultano titolari di una pensione ai superstiti a carico di un’altra gestione previdenziale.

 

Le diverse tipologie di pensione supplementare 

La normativa prevede tre tipologie di pensione supplementare, che si distinguono in base alla situazione personale e ai requisiti posseduti:

  • pensione supplementare di vecchiaia;
  • pensione supplementare di invalidità;
  • pensione supplementare ai superstiti.

Ogni tipologia ha regole specifiche. Per questo motivo è importante valutare con attenzione il singolo caso, tenendo conto della storia contributiva e della posizione previdenziale complessiva.

 

Da quando decorre la pensione supplementare 

La decorrenza della pensione supplementare varia a seconda del tipo di prestazione richiesta:

  • per la pensione supplementare di vecchiaia, decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda;
  • per la pensione supplementare di invalidità, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda oppure, se successivo, dal riconoscimento del requisito sanitario;
  • per la pensione supplementare ai superstiti, decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso.

 

La pensione supplementare non è automatica 

La pensione supplementare non viene riconosciuta automaticamente.
È sempre necessario presentare una domanda, dopo una verifica accurata della propria posizione contributiva e previdenziale.

Molti cittadini non sanno di avere questo diritto o rinunciano inconsapevolmente a somme che spettano loro, semplicemente perché non hanno ricevuto le informazioni corrette o non hanno effettuato i controlli necessari.

 

Verificare il tuo diritto 

Il Patronato ACLI è al tuo fianco per offrirti una consulenza previdenziale chiara e su misura, aiutandoti a:

  • verificare se hai diritto alla pensione supplementare;
  • ricostruire correttamente la tua posizione contributiva;
  • presentare la domanda in modo corretto e completo;
  • tutelare i tuoi diritti.

 

Contatta la sede del Patronato ACLI più vicina o prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata.

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Le ACLI di Vicenza aps e l'ASSOCIAZIONE PROVINCIALE FAP ACLI DELLA PROVINCIA DI VICENZA organizzano per sabato 25 aprile 2026 una gita in Slovenia, per visitare le Grotte di Postumia e il Castello di Predjama.

“Con questa prima iniziativa dell’anno in corso apriamo le proposte di turismo sociale promosse dalle ACLI di Vicenza aps e dall’ASSOCIAZIONE PROVINCIALE FAP ACLI DELLA PROVINCIA DI VICENZA - spiegano i rispettivi rappresentanti, il presidente provinciale Giuseppe Brighenti ed il segretario provinciale Andrea Luzi – consapevoli dell’importanza che queste attività hanno, in misura trasversale, per tutte le fasce d’età. Dai giovani e giovanissimi, fino agli anziani, infatti, è fondamentale condividere momenti piacevoli, con contenuti ludici, ma anche formativi”.

La partenza è prevista alle 5.20 da Vicenza (sede ACLI di Vicenza aps - Via E. Fermi n. 203) e lungo il percorso ci saranno altri punti di raccolta dei partecipanti a Villaverla (Piazza del Popolo - fermata dei pullman), alle 5.50 ed a Bassano del Grappa (parcheggio nord dell’Ospedale San Bassiano), alle 6.30.

La giornata prevede la visita alle grotte di Postumia, con guida, dopo aver percorso in trenino circa cinque km lungo le caverne del Grande Duomo, la grotta dei Nomi Antichi, la Sala del Congresso e il Grande Monte. Le grotte si estendono per oltre venti km e sono divise in diversi bracci. Al termine del pranzo si procederà con la visita al Castello di Predjama, una delle costruzioni più suggestive della Slovenia.

“Sarà una giornata intensa, ma anche divertente – concludono il presidente Brighenti ed il segretario Luzi – nel corso della quale ci prenderemo delle dovute pause per ammirare le bellezze del nostro Paese e per porre le basi per nuovi futuri impegni associativi, nonché per altri momenti ludici che non possono non far parte della vita associativa di qualunque realtà viva come la nostra, che quotidianamente viviamo in prima linea al fianco dei nostri associati”.

Le adesioni sono previste entro il 20 aprile 2026.

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Un taglio del nastro atteso quanto pieno di emozione quello avvenuto questa mattina in Via Monte Novegno n. 7 a Bassano del Grappa, dove è stata inaugurata la nuova sede associativa delle ACLI di Vicenza aps e della Fap Acli di Vicenza, alla presenza del consigliere comunale di Bassano del Grappa, Gianni Castellan e del parroco della Parrocchia di San Vito, don Enrico Bortolaso. Un nuovo punto di riferimento del distretto associativo bassanese, che rappresenta una risposta all’isolamento sociale ed esalta la vocazione aclista alla socialità ed alla condivisione, superando barriere di ordine economico, culturale, sociale, religioso ed intergenerazionale. Un luogo di integrazione, quindi, che risponde anche ai valori portati avanti dal dirigente associativo Gianni Bordignon, cui la sede è intitolata, nel corso di una vita spesa per il sociale e contraddistinta da una costante presenza nelle Acli e nella Fap Acli.

La nuova sede è concepita come un vero e proprio distretto associativo al servizio dei soci e della comunità locale. Un luogo di servizio e di confronto, che risponde ai numeri importanti che il Sistema ACLI di Vicenza aps ha saputo costruire negli anni nel Bassanese, dove sono oltre 4200 i soci e più di 15 mila le persone assistite ogni anno nell’ambito dell’attività di assistenza fiscale e previdenziale.

Le ACLI di Vicenza aps e la Fap Acli di Vicenza, prima Federazione di pensionali Acli in Italia, hanno pensato a questo investimento nel territorio per rafforzare la presenza associativa in un luogo dove la richiesta è sensibile ed appare importante agire sul fronte della valorizzazione e tutela delle persone e della comunità locale. Per questo il distretto associativo si avvarrà di due operatori professionali, uno dei quali opererà nell’ambito del Punto Famiglia, coadiuvati da un volontario.

Il Punto Famiglia, diffuso in tutta Italia, è stato pensato per sostenere i nuclei familiari attraverso ascolto, orientamento e servizi concreti. Funge da centro di welfare comunitario, offrendo supporto psicologico, legale, mediazione familiare, pratiche amministrative, assistenza scolastica e sportelli antiusura/antiviolenza.

“Questo è un giorno davvero importante per rafforzare la presenza aclista nell’area bassanese – commenta il presidente delle ACLI di Vicenza aps, Giuseppe Brighenti - con l’obiettivo di interloquire costantemente con la comunità civile ed ecclesiale. Una presenza attenta, discreta e al tempo stesso voluta dalla comunità locale”.

Gli fa eco il segretario provinciale della Fap Acli di Vicenza, Andrea Luzi, ideatore e fautore dell’iniziativa, che conclude: “La nostra associazione è la prima in Italia per numero di soci nella galassia aclista, con oltre 17 mila iscritti. Sentiamo forte questa responsabilità e, in virtù di questi numeri ci prefiggiamo non solo di tutelare la condizione degli anziani, ma anche di promuoverne il protagonismo attivo”.

Prima della benedizione di don Enrico, il consigliere comunale Castellan ha ricordato i trascorsi lavorativi al fianco di Gianni Bordignon, sottolineandone il carattere affabile e la capacità di creare sempre relazioni positive in momenti di grande tensione, quali quelli vissuti negli anni ’70.

Guarda la gallery dell'evento...

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La Regione del Veneto ha attivato l’iniziativa “Borsa di Studio” per l’anno scolastico 2025/2026, prevista dal D.Lgs. n. 63/2017 e disciplinata dalla Delibera di Giunta Regionale n. 112 del 25/02/2026.

Finalità

La Borsa di Studio è un contributo destinato alla copertura delle spese per:

  • acquisto di libri di testo;

  • mobilità e trasporto;

  • accesso a beni e servizi di natura culturale.

L’importo della borsa di studio, non inferiore a euro 150,00 e non superiore a euro 500,00, sarà determinato in base al numero delle domande accolte e alle risorse disponibili.
Il beneficio sarà erogato successivamente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Destinatari

Il contributo è rivolto alle studentesse e agli studenti:

  • residenti in Veneto;

  • iscritti agli istituti della scuola secondaria di secondo grado, statali o paritari, appartenenti al sistema nazionale di istruzione;

  • appartenenti a nuclei familiari con ISEE 2026 fino a euro 15.748,78.

Presentazione delle domande

Le domande devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica:

  • dal 16 marzo 2026

  • entro le ore 14:00 del 20 aprile 2026

La domanda può essere presentata da un genitore, dal tutore o dal genitore affidatario dello studente, oppure dallo studente stesso se maggiorenne.

Per  info:Home - IoStudio - Regione Veneto

Requisiti per l’accesso alla procedura online

Per la presentazione della domanda è necessario essere in possesso di:

  • identità digitale (SPID, CIE o CNS);

  • attestazione ISEE 2026;

  • codice meccanografico dell’istituto scolastico frequentato (qualora non rilevato automaticamente dal sistema).

Come prenotare per il modello ISEE 2026

Prenotare è semplice e immediato:

Scegli la sede più comoda e l’orario che preferisci: il sistema di prenotazione è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

 

 

Per maggiori informazioni vedere l'allegato.

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La Legge di Stabilità ha confermato anche per il 2026 le regole attualmente in vigore per l’accesso alla pensione di vecchiaia, offrendo continuità e maggiore certezza a lavoratori e lavoratrici che stanno pianificando il proprio pensionamento.

I requisiti per la pensione di vecchiaia nel 2026 

Per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia restano necessari:

  • 67 anni di età
  • almeno 20 anni di contributi

Per chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996, ed è quindi interamente nel sistema contributivo, è previsto un ulteriore requisito: l’importo della pensione maturata deve essere pari almeno all’Assegno Sociale, che nel 2026 è fissato a 546,24 euro.

Fino al 31 dicembre 2026 non sono previsti incrementi dei requisiti anagrafici. Gli adeguamenti legati alla speranza di vita inizieranno ad applicarsi, in modo parziale, dal 2027, quando l’età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese.

 

Lavoratori con contributi antecedenti al 1° gennaio 1996 

I lavoratori e le lavoratrici che possono vantare contributi al 31 dicembre 1995 rientrano nel cosiddetto sistema misto, che combina il calcolo retributivo e contributivo.

Per loro, il diritto alla pensione di vecchiaia matura con:

  • 67 anni di età (con eventuali adeguamenti dal 2027);
  • almeno 20 anni di contributi, considerando tutta la contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo: da lavoro, da riscatto, volontaria e figurativa.

 

Lavoratori con contributi successivi al 1° gennaio 1996 

Chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 può accedere alla pensione di vecchiaia:

  • 67 anni di età, con almeno 20 anni di contributi, a condizione che l’importo della pensione sia pari all’Assegno Sociale;
  • in alternativa, al compimento dei 71 anni di età, con almeno 5 anni di contribuzione effettiva, indipendentemente dall’importo della pensione maturata.

 

Lavoro e pensione: cosa sapere 

Per ottenere la pensione di vecchiaia è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente.
Non è invece necessaria la cessazione dell’attività per chi svolge lavoro autonomo o parasubordinato.

 

Una consulenza personalizzata fa la differenza 

Le regole pensionistiche sono articolate e ogni carriera lavorativa è diversa. Per questo è fondamentale una valutazione personalizzata, che tenga conto dell’età, della contribuzione maturata e delle diverse opzioni disponibili. È possibile richiedere una consulenza previdenziale personalizzata per analizzare la propria situazione e pianificare il pensionamento.

L’appuntamento può essere prenotato direttamente dal sito web, nella sezione Prenota il tuo appuntamento, oppure contattando la sede del Patronato ACLI più vicina.

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IMPORTANTE NOVITA’ PER L’ASSISTENZA ALLE PERSONE ANZIANE

DAL GENNAIO DI QUESTANNO E’ INIZIATA LA FASE DI SPERIMENTAZIONE PER LA SPERIMENTAZIONE DELLE NUOVE MODALITA’

Al centro del progetto c’è la Valutazione multifunzionale Unificata.

In concreto la definizione di criteri per la corretta valutazione dei fabbisogni bio-psico-sociologici, sociosanitari e sanitari dell’anziano: condizione per accedere alle prestazioni dei servizi erogati dal sistema pubblico, allargato e in coordinamento con gli enti del Terzo Settore.

Le nuove modalità andranno a regime in due anni. Essenziale in questo contesto la formazione professionale degli operatori coinvolti con la previsione dell’assunzione di 3.800 di nuovi addetti (area amministrativa e contabile, psicologici, educatori socio-pedagogici, psico-pedagogisti), distribuiti nei vari ambiti territoriali sociali (ATS).

Agenda
 
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Il coraggio delle donne attraversa la nostra storia italiana come un filo rosso potente e silenzioso. È un coraggio che non sempre ha fatto rumore, ma che ha cambiato il Paese in profondità: nelle case, nelle piazze, nelle fabbriche, nelle università e nelle istituzioni.

“Il coraggio femminile si è espresso nelle lotte per i diritti civili – spiega la responsabile del Coordinamento Donne delle ACLI di Vicenza aps, in occasione della Giornata internazionale della Donna - nel mondo del lavoro, nella magistratura, nella scienza, nello sport. Nel presente, il coraggio delle donne assume molte forme: è quello di chi denuncia la violenza, di chi rompe il silenzio su ingiustizie e discriminazioni, di chi concilia lavoro e famiglia in un sistema ancora imperfetto, di chi guida aziende, scuole, ospedali, università. È il coraggio delle giovani che rivendicano parità salariale e rispetto, e quello delle donne migranti che ricostruiscono la propria vita in un nuovo Paese”.

Il coraggio delle donne, nella storia italiana, non è stato solo straordinario nei momenti eccezionali, ma quotidiano: nelle madri che hanno cresciuto figli in tempi di guerra e povertà, nelle lavoratrici che hanno lottato per condizioni più giuste, nelle studentesse che hanno preteso accesso all’istruzione, nelle professioniste che hanno infranto soffitti di cristallo. È un coraggio fatto di scelte, di resistenza, di visione. Un coraggio che non appartiene al passato, ma continua a costruire il futuro dell’Italia, giorno dopo giorno.

“Nella famiglia, il carico di cura rimane in larga parte sulle spalle delle donne. Nonostante i cambiamenti culturali – prosegue Testolin - la gestione dei figli, degli anziani e della casa grava ancora prevalentemente sulle donne, creando una doppia presenza: lavoratrici fuori casa e responsabili principali dentro casa. Questo squilibrio richiede un coraggio silenzioso e quotidiano, fatto di organizzazione, rinunce e resilienza. Nella società, le donne affrontano anche il problema della violenza di genere, delle molestie e degli stereotipi persistenti”.

Il coraggio oggi è denunciare, esporsi pubblicamente, rivendicare diritti e rispetto. Il coraggio delle donne, ieri come oggi, non è solo resistenza: è capacità di immaginare e costruire un futuro diverso. “È la forza di cambiare le regole quando le regole sono ingiuste – conclude Testolin - di aprire strade che prima non esistevano. È un coraggio che non appartiene solo alle grandi figure storiche, ma a milioni di donne comuni che, ogni giorno, contribuiscono a trasformare il Paese con scelte spesso silenziose, ma decisive”.

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